Bologna. “Ciao Bruno. Grazie di tutto”. Con queste poche parole che, però raccontano tutto, giovedì 11 luglio la Fiom-Cgil di Bologna annunciava la scomparsa dello storico leader delle tute blu Bruno Papignani.

Nato a Vergato (Bo) 65 anni fa, Papignani è stato protagonista di moltissime vertenze che hanno riguardato le imprese metalmeccaniche di Bologna e dell’Emilia-Romagna, tanto che il segretario generale dell Cgil Maurizio Landini ha proposto di pubblicare e studiare i suoi contratti perché sono stati i più innovativi e possono insegnare anche oggi che cosa deve fare il sindacato.

Papignani inizia il lavoro a 15 anni come saldatore, fino al 1975 abita a Baigno piccolo paese nell’appennino Tosco-Emiliano, poi si trasferisce a Bologna e lavora alla Menarini Autobus come operaio dove per la Fiom viene eletto subito delegato sindacale. Nel 1980 entra nell’esecutivo nazionale della Flm e per la Fiom ricopre il ruolo di coordinatore nazionale delle aziende costruttrici di autobus. Nel 1989 diventa funzionario Fiom a tempo pieno prima nella zona Roveri e poi fino al 2004 a Santa Viola e segue le vertenze più importanti, nel frattempo nel 2002 era entrato a far parte della segreteria Fiom di Bologna. Nel novembre del 2004 viene eletto segretario generale della Fiom di Bologna, incarico che lascia nel 2012 quando viene eletto segretario generale della Fiom dell’Emilia-Romagna. E’ stato membro della direzione nazionale della Fiom, ha seguito la contrattazione nazionale delle cooperative metalmeccaniche, è stato per Fiom coordinatore nazionale del Gruppo Fincantieri ed  è stato membro del direttivo regionale della Cgil.

Il 9 maggio di quest’anno aveva annunciato l’addio al suo incarico di segretario generale della Fiom dell’Emilia-Romagna, lo aveva annunciato lui stesso  a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. All’inizio del 2013 gli era stata diagnosticata una malattia rara, la fibrosi polmonare, inizialmente Bruno la teneva sotto controllo lavorando con innata passione, poi l’aggravarsi delle condizioni di salute e da fine dicembre 2018, salvo un paio di brevi pause, era ricoverato a letto.

Ho conosciuto Bruno, grazie al lavoro comune in Fiom come delegati sindacali, alla fine degli anni ’80, ci siamo persi all’inizio degli anni ’90 con il mio passaggio in Cgil alla categoria degli edili e ci siamo rivisti nel 1995 come funzionari Fiom lui a Bologna e io a Lugo, insieme nel direttivo regionale della Fiom dal 2002, dal 2000 abbiamo condiviso i momenti difficili e belli del sindacato delle tute blu della Cgil degli accordi separati sul contratto nazionale e della stagione dei pre-contratti, io ero componente la segreteria regionale della Fiom dal 2004, quando nel 2012 Bruno ne viene eletto segretario generale, e per lavoro in Fiom ci siamo incrociati fino alla fine del 2014 quando io mi sono pensionato, nell’ottobre del 2018 come invitato ho seguito in diretta la sua relazione all’ultimo congresso regionale della Fiom.

Quando non la si pensava alla stessa maniera, su un argomento di natura sindacale o politica, Bruno non aveva peli sulla lingua ad esprimere il suo pensiero e a fare la giusta battaglia per migliorare la condizione lavorativa delle persone che rappresentava, grandi le sue vertenze alla GD, all’IMA, alla Saeco, alla Demm, all’ex Magneti Marelli, alla Ducati motori, alla Ducati energia, alla Bredamenarinibus, ma sopratutto alla Lamborghini dove condusse la lunga trattativa che portò la storica azienda automobilistica bolognese al gruppo Volkswagen, io mi ricordo l’inverno del 2006 quando durante uno sciopero per il contratto nazionale dei metalmeccanici e per evitarne l’accordo separato, sotto la neve Bruno guidò il corteo di manifestanti ad occupare i binari della Stazione di Bologna.

Bruno è stato una persona straordinaria, un grande sindacalista, un grande compagno che ha determinato veramente una pagina importante della storia della Fiom, basta guardare le centinaia di lavoratori e dirigenti sindacali che si recavano a rendergli visita durante la malattia, come al corteo interminabile di operai, delegati e dirigenti sindacali della Fiom, della Cgil e di altri sindacati, di rappresentanti di imprese e di rappresentanti le istituzioni che ha reso omaggio alla salma nella camera ardente allestita lunedì 15 luglio, lo stesso giorno del funerale, nel salone Di Vittorio della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna.

(Edgardo Farolfi)