25 luglio 1943. La caduta del fascismo con l’arresto di Mussolini allora sembrò la fine di un incubo che durava da oltre vent’anni e che aveva prodotto la perdita delle libertà democratiche, accompagnata da lutti, dolori e guerre.

Purtroppo qualcuno pronunciò la frase nefasta: “La guerra continua”. Cui seguì la liberazione da parte dei tedeschi di Mussolini, l’armistizio con gli alleati, la costituzione della Repubblica Sociale fascista che continuò in modo sciagurato la guerra contro gli alleati, la nascita e lo sviluppo della Resistenza fino alla vittoria del 25 aprile 1945.

 

Commemorare la caduta del fascismo come fece Casa Cervi nel 1943 (e che con il ritorno dei fascisti pagò caro: la morte dei 7 fratelli) con una offerta di pastasciutta gratuita ai cittadini ci sembra un modo per fare memoria in modo semplice ma comunque denso di significato.

L’Anpi da sempre cerca di conservare la memoria, di fare storia perché ritiene che sia il miglior modo per far crescere gli anticorpi al fascismo e al razzismo soprattutto fra i giovani. E proprio di questi tempi dove assistiamo all’esibizione oscena del braccio alzato nel saluto romano, agli striscioni inneggianti a Mussolini, a un ministro della Repubblica che non partecipa alle celebrazioni del 25 aprile, oltre alla scoperta di veri e propri covi nazifascisti con armi, bandiere, pugnali, bastoni e persino missili.

Noi crediamo che la Storia non sia semplice erudizione o nostalgica raccolta di oggetti vecchi, ma elemento indispensabile per la nostra crescita sociale e umana.

Purtroppo stiamo assistendo alla mortificazione dell’insegnamento della storia ovunque ma soprattutto nelle scuole perché corrisponde a un preciso disegno che vuole l’uomo schiacciato sul presente, che deve pensare al più il giorno dopo, ma non guardare il passato che potrebbe essere pieno d’insegnamenti e nemmeno avere un’idea di futuro, un progetto di vita futura per sé e la società.

L’Anpi si oppone a questa deriva reazionaria e neoliberista che rende le persone incolte, avulse dal processo storico e quindi più manipolabili dal pifferaio magico del momento. Per questo si rivolge alle scuole e al territorio.

In questi ultimi anni abbiamo prodotto innumerevoli mostre itineranti che trattano argomenti quali la Resistenza nazionale e locale, le leggi razziali, la vita e le opere di Gramsci, la strage di case Baffè-Foletti, don Minzoni, l’eccidio di Marzabotto ecc. esposte in molte occasioni nel nostro territorio e anche altrove, un po’ in tutta Italia.

Gli argomenti della Resistenza e delle Leggi razziali ci hanno permesso di incontrare circa tre mila studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Anche fuori del nostro territorio. L’Anpi di Perugia, per esempio, ci ha chiesto la mostra “Le leggi razziali – All’origine del razzismo italiano” e ne ha organizzato l’esposizione in molte città dell’Umbria coinvolgendo istituzioni, associazioni e scuole. Un solo dato: la mostra è stata visitata da oltre sei mila (6.000) studenti oltre agli adulti. Ecco cosa significa conservare memoria e fare storia per l’Anpi.

E l’offerta della pastasciutta il 25 luglio 2019 è un modo diverso ma ugualmente importante di ricordare quel grande avvenimento che diede una svolta alla storia italiana nel solco dell’opera intrapresa fin dal suo nascere nel 1945 dell’Anpi e che noi non-partigiani cerchiamo di continuare e onorare.

(Mauro Remondini, presidente Anpi sezione G. Baffè – Massa Lombarda e S. Agata)