Ennesimo capitolo della lunga lotta sul Con.Ami fra la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e i sindaci degli altri Comuni, in primis quelli con primi cittadini del Pd.

Stavolta il difensore civico della regione Emilia Romagna nel suo parere dà ragione agli altri Comuni. Nella sostanza, per il difensore civico il Con.Ami potrebbe essere assimilato a una spa, come ha fatto la Sangiorgi, “solamente nel caso in cui ci fosse un vuoto normativo che non c’è visto che esiste uno Statuto (modificato alcuni mesi prima prima della storica vittoria del Movimento 5 stelle a Imola, ndr) che disciplina le convocazioni e le maggioranze nell’assemblea dei sindaci – spiega il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi -. Inoltre, essendo il Con.Ami un consorzio di enti pubblici deve essere soggetto a un controllo analogo, il che significa che ogni singolo Comune deve essere messo in condizione di incidere in parte sulle decisioni anche se, ovviamente, non da solo. La sindaca di Imola Sangiorgi invece ha agito da sola senza il consenso di nessun altro Comune nominando in solitaria il nuovo CdA, dal quale già si sono dimesse due donne, il 22 giugno scorso. Su tale nomina stiamo preparando un ricorso al Tar e siamo pronti ad andare fino in fondo al Consiglio di Stato”.