Ritengo opportuno prendere atto che quanto avviene sulle rive del nostro povero fiume Santerno, là sul tracciato che tanta gloria ha portato al nome della nostra città, va sempre più assumendo la forma di un thriller: un romanzo la cui fine ancora deve essere scritta (e non si sa bene da chi…) in quanto ancora non risulta essere ben chiaro il volto del/dei protagonisti, gli attori principali coinvolti nella vicenda e, per finire ma non da ultimo, chi sia quello che effettivamente ci guadagna in mezzo a tutta questa nebbia.

Mentre la vicenda si svolge e cerca di assumere contorni il più possibile chiari una nebbia malefica assume le forme del bastian-contrario. Si va da un bilancio tardivo per i tempi di maturazione e la triste qualità del prodotto finito che, dopo irrisori dati positivi degli ultimi anni, assume i reali toni di una sconfitta a numeri effettivi di biglietti venduti secretati, manco fossero dati relativi alla sicurezza nazionale, poi si narra di un campionato italiano su moto, nelle sue varie forme e cilindrate, con la strabiliante presenza di ben sei persone presenti nella tribuna centrale (fotografie a disposizione per i miscredenti) mentre i dati di un indotto strabiliante illuminano la scena per intero; da non credere poi al luminoso risveglio di quanti, sulla nostra terra imolese, hanno l’incarico e l’onere di vegliare sulla nostra salute: dopo anni di protratti silenzi, dopo innumerevoli e mutevoli intoppi burocratici, dopo dichiarazioni di dubbia qualità, il vigoroso risveglio assume la forma irreale del miracolo.

Al momento i documenti strapieni di righe e parole ben chiare e minacciose vanno assumendo i contorni di un ultimatum se non quelli di un’aperta minaccia. In risposta a tanta veemenza, protratti silenzi, rinvii accomodanti, dati raccolti che non vengono consegnati e imputati che si avvalgono della facoltà, bontà loro, di non rispondere e assumano la forma di giurati di loro stessi. Poi il busillis Con.Ami. Gli uomini dotati di buona volontà e di spirito di sacrificio che per anni si sono presi la briga (che brutte parole che mi escono questa sera) di spulciare i dati di bilancio e tante altre scritture di questa importantissima società pubblica ben conoscono i costi da essa sostenuti affinché la partecipata (al 100%) che gestisce i flussi sulla pista non abbia a dover ricomparire tra le partecipate pubbliche che arrecano maggior danno alla comunità, sorridono al solo pensiero che tale società possa trovarsi in difficoltà nel creare al proprio interno uno staff dirigenziale degno di questo nome: assemblee tenute in aule deserte, importanti partecipanti/azionisti che tolgono il disturbo al momento del voto, ricorsi, minacce e chi più ne ha più ne metta. Buio fitto e impenetrabile.

In the meantime, una bellissima forma anglo-sassone che narra del significato del tempo che passa, traducibile da noi con un semplice “nel frattempo”, nella nostra zona abitativa, localizzata nella valle padana (per inciso una delle zone europee con maggiore inquinamento ambientale), ristretta tra una delle autostrade a maggior traffico e sbarrata a sud dalla catena appenninica si deve registrare un preoccupante dato di patologie respiratorie che, ahinoi!, sovente sono causa di decesso e mentre quando la stagione è particolarmente severa voi dovete astenervi dal transitare con la vostra piccola utilitaria nelle strade cittadine (se poi è anche vecchiotta rischiate l’arresto), là, sull’asfalto rovente, si producono quantità di veleni assolutamente assurde.

Anche in questo caso, esistono persone che si sono presa la briga (a’ ridaje) di sfogliare prontuari di case automobilistiche e motoristiche rinvenendo dati di consumo carburante accoppiati a quantità di emissioni prodotte, di variazioni di tali dati in base alle accelerazioni ovvero al prolungarsi dell’impiego ad elevate temperature, di differenze tra l’uso “civile” e quello sportivo, ecc. ecc.. Acquisiti tali dati hanno inforcato un a piccola calcolatrice e hanno fatto un po’ di conti: sembra che nelle cinque giornate che vanno dal 17 al 21 luglio, mentre la foga motoristica impazzava, si siano riversate sulle rive del Santerno e, statene pur certi in tutte le vostre pregevoli abitazioni, la bellezza di 27,84 tonnellate di CO2 (leggi anidride carbonica = veleno). Gli stessi ci graziano di rilevazioni circa idrocarburi saturi e non incombusti, composti chimici prodotti dalle alte temperature e dagli additivi innominabili utilizzati per dare “performance” alla propria vettura e impalpabili spolveratine di pneumatici morbidissimi che sembrano sciogliersi al contatto del duro asfalto. Insomma, tutti prodotti che, ne sono certo, voi non desiderereste rinvenire nel piatto della vostra fresca minestra estiva e invece, statene certi, un discreto quantitativo ve lo siete bevuto e mangiato. Dei vostri polmoni parliamo dopo.

Poi si potrebbe narrare di infantili sotterfugi per far apparire giornate ascritte nel calendario della pista come innocenti prove di guida per bimbi, puzzolenti e rumorosissime accelerate di bolidi che si protraggono per ore e ore. Ma, come nei migliori romanzi di appendice, il finale non è stato ancora scritto e si avrà tempo e modo di riscriverne ancora. Non dubitate.

(Mauro Magnani)