Un carissimo amico, ex accademico universitario, ex docente di lettere, mi dice che il mio scrivere è naïf. In verità già in altre occasioni così si era espresso nel leggere il mio scribacchiare. Naїf è uno stile primitivo, istintuale, schietto e genuino, connaturato in un modo d’essere che a tratti può apparire ingenuo; di una semplicità sincera che non è dotta e che non è corrotta dal sapere perché studiato e perciò acquisito. Se sono naïf e non sono poi così certo di esserlo, sicuramente, invece, sono così imperfetto da ritenermi fortunato! Capace di spiazzare con un argomentare che il mio interlocutore non sempre riesce a capacitare dove il mio dire vuole parare. Comprendo, tuttavia, che il mio scrivere a volte può sembrare ostico, perché difficile da ragionare. E non posso negarvi, in confidenza di avvertire, anch’io, come voi, quando mi rileggo una qualche difficoltà!