Imola. Mentre è ancora aperta la vicenda degli oneri dovuti all’Ausl dal Partito democratico per la Festa de l’Unità nazionale tenutasi a Imola nel 2017, l’Amministrazione comunale di Imola fa sapere di avere “avviato analisi dettagliate delle segnalazioni pervenute (accompagnate da una corposa documentazione fotografica e video) in relazione all’occupazione dell’area festa di via Pirandello, zona Lungofiume (dal cancello di via Tiro a Segno a tutta l’area prospiciente la via Pirandello), dal 9 al 24 settembre 2017.

Nello specifico, a finire sotto la lente di ingrandimento sono gli oneri corrisposti dall’organizzazione della manifestazione (Partito democratico con sede a Roma per l’occupazione suolo pubblico (Cosap).

“Gli atti pubblici reperibili attraverso regolare accesso agli atti o attraverso la consultazione della sezione amministrazione trasparente del portale web del Comune di Imola, con atto N.70 (prot. gen. n. 32008 del 04.08.2017) concessione di occupazione temporanea suolo pubblico concede al sig. Daniele Palmisano, a nome e per conto del Partito democratico, l’occupazione di uno spazio pubblico dal 10 agosto 2017 al 30 settembre 2017 (poi prorogato al successivo 10 ottobre) secondo uno specifico piano di montaggio e smontaggio che vede come massimo giornaliero (nel periodo dall’8 al 24 settembre) una metratura di 4.000 mq – si legge nel comunicato dell’Amministrazione comunale di Imola -. Un dato che stona macroscopicamente con gli elementi reperibili dal verbale n.40/2017 della Prefettura di Bologna, Ufficio territoriale di Governo, che in data 1 settembre 2017 attraverso la Commissione provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, alla presenza dello stesso Daniele Palmisano in qualità di Responsabile dell’organizzazione della manifestazione, individuano la metratura dell’area completa in 22.000 mq. di cui 4.500 mq. occupati da ‘tetto chiuso’. Emerge immediatamente una prima incongruenza tra i due dati depositati: come è possibile che una metratura massima giornaliera di 4.000 mq. concessa (e quindi parametro utile all’individuazione dei relativi oneri stando l’art.21 del Regolamento Comunale per l’applicazione del canone per l’occupazione di aree e spazi pubblici) dal Comune di Imola, allora amministrato dal sindaco Daniele Manca del Partito democratico (oggi senatore della Repubblica Italiana), non corrisponda con i 4.500 mq. a ‘tetto chiuso’ occupati riscontrabili sul verbale della Commissione provinciale di Vigilanza?”.

Ma non è tutto perché, sullo stesso verbale prefettizio, “si evince che la capienza determinata per l’evento è pari ad 8.782 persone, come da progetto allegato, che verrà autorizzata esclusivamente per la manifestazione in argomento. Il progetto del quale si fa menzione, con tanto di planimetria dell’area festa e relativa legenda, mette in risalto una specifica recinzione perimetrale, effettivamente presente in loco, che contrassegna ed individua in modo netto ed inequivocabile l’intera area. L’art.23 del Regolamento comunale, Commisurazione dell’area occupata e applicazione del canone, esplica ‘Il canone è commisurato all’entità dell’occupazione, espressa in metri quadrati o in metri lineari, con arrotondamento delle frazioni al metro quadrato o lineare superiore… Ai fini della commisurazione dell’occupazione, si considerano anche gli spazi o tratti intermedi che, sebbene materialmente non occupati, servono all’uso dell’area occupata e, comunque, non possono essere concessi contemporaneamente ad altri per effetto dell’area concessa’. E’ facile intuire che, per una capienza pari a 8.782 persone, l’area considerata non potrà essere quella dei 4.000 o 4.500 mq. perché altrimenti si parlerebbe di circa 0,455 mq o 0,512 mq disponibili a persona (molto al di sotto di quelli che sono i parametri minimi di idoneità per locali di pubblico spettacolo) ma il parametro di riferimento torna ad essere quello dei 22.000 mq., come peraltro previsto dal regolamento comunale, e rafforzato dalla presenza oggettiva della recinzione perimetrale. L’analisi di questo ultimo elemento fa ipotizzare una minore entrata di quanto spettante al Comune di Imola”.

Da qui la procedura avviata dall’Amministrazione comunale Imola “nella ferma intenzione di riscuotere integralmente gli oneri spettanti Cosap, calcolati sulla base della reale area occupata durante e dopo lo svolgimento della manifestazione in oggetto, nel rispetto di ogni singolo cittadino contribuente e nel rispetto di ogni singolo organizzatore di eventi che sul suolo imolese soddisfa la relativa tassazione calcolata attraverso le normative vigenti, ha già dato mandato ai propri uffici di valutare ogni azione utile e necessaria al conseguimento di quanto effettivamente dovuto”.