Bologna. Il nuovo piano tariffario sugli abbonamenti extraurbani del Tpm (Trasporto pubblico metropolitano) bolognese incontra il favore di Legambiente Emilia Romagna che vede in esso “un primo passo importante verso la riduzione dei costi del trasporto pubblico per i pendolari dell’area metropolitana, grazie all’integrazione tariffaria che riduce i costi dell’abbonamento extraurbano+urbano. Una scelta che promuove l’utilizzo abituale del Tpm negli spostamenti più impattanti, cioè quelli verso la città dai comuni di cintura (favorendone anche l’aumento in numeri assoluti)”.

Il prossimo passaggio per l’associazione ambientalista deve essere l’abbonamento a prezzo unico metropolitano per il trasporto pubblico per il quale è stata lanciata una petizione online #Mobilityamoci. L’integrazione tariffaria presentata in questi giorni dalla Città metropolitana di Bologna va nella direzione indicata dall’associazione, che sottolinea l’importanza di ridurre il prezzo degli abbonamenti al Tpm, favorendo l’abbattimento degli inquinanti nel bacino metropolitano.

“Chiediamo – dichiara Legambiente – che si avvii, con un adeguato sostegno pubblicitario, una fase di monitoraggio pubblico del numero di abbonamenti che saranno sottoscritti con l’applicazione del nuovo piano tariffario, che consenta di valutarne con dati oggettivi l’impatto in termini di quantità e ricaduta economica delle misure introdotte”.

La crescita del prezzo del biglietto singolo a 1,50 euro colpisce soprattutto turisti e frequentatori saltuari della città, e chi non usa abitualmente il mezzo pubblico. Nella logica dell’incentivazione all’uso del mezzo pubblico l’associazione ritiene invece che il citypass debba essere mantenuto all’attuale costo di 12 euro.

Legambiente sottolinea che tali considerazioni sono limitate all’efficacia del servizio rispetto alle sfide necessarie a ridurre inquinamento ed uso dell’auto. Altra partita sono i rapporti tra Comune e gestore del servizio e il tema dell’uso dei dividendi, che certamente potrebbero essere recuperati per sconti tariffari, soprattutto ai ceti più deboli.

Va inoltre approfondita con attenzione invece la proposta di proroga del servizio di Tpl a Tper, che sarà portata in giunta entro l’estate. Rimettere a bando il servizio, invece che andare in proroga per i prossimi 5 anni, potrebbe essere l’occasione per ridiscutere i contratti di servizio ad oggi vigenti, e rivedere le possibili strategie di bigliettazione e di rinnovo del parco mezzi all’interno del bando.