Il “balneare” romagnolo è sempre riuscito a sopravviver bene alle crisi nazionali, da quello degli anni ‘70/’80 della crisi petrolifera a quello “di settore” delle mucillaggini fino all’incombente meteo-climatico dei giorni nostri, perché la strada è sempre stata solo una: “ci si tira su le maniche e, più o meno con mezzi propri, si tira avanti”.

Dal lido più a nord (Lido delle Nazioni) a quello più a sud (Cattolica) ogni occasione è stata buona per far baldoria, notte rosa o bianca, sagre o concerti live, l’estate 2019 finora è stata sold-out confermando le aspettative pasquali perchè in media i lidi di Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini , Riccione, ecc. stanno registrando l’incremento atteso rispetto al 2018, per qualcuno però le strategie di marketing non hanno “pagato”, come Milano Marittima (Mi.Ma.) ad esempio il cui “appeal” è sceso, colpa della tendenza dell’ultimo decennio prodigo di “attenzioni” rivolte esclusivamente all’utenza modaiola e discotecara.

Non è sempre stato così, tempo fa infatti in centro a Mi.Ma. c’era sì la boutique griffata ma anche la merceria, non mancava lo street bar alla moda ma c’era pure il bar senza alcun ricarico, di supermarket per famiglie ce n’erano due ed uno, ricordo, era gestito da gente della zona “a chilometro zero” mentre oggi per fare un minimo di spesa famigliare si deve andare al supermarket a Cervia; è per questo che Milano Marittima è decaduta e meno attenta ai bisogni del villeggiante ed ecco perché, tolto il weekend by night che gravita attorno alle poche discoteche aperte, del “lido alla moda” è rimasto ben poco e nel “feriale” infrasettimanale la desolazione la si nota, e si sa , dove non c’è gente, di gente là non ce ne và.

D’altronde sempre quelle le eccellenze, come la storica “Casa delle Aie”, che però rimane “sopravento” alle maleodoranti esalazioni del vicino depuratore quando il “Gherbino” (Libeccio) la fa da padrone, il sontuoso Golf Club che è da sempre location per pochi “eletti”, mentre lo storico Circolo Ippico “Le Siepi” è tanto bello ed esclusivo quanto poco amato dall’utente medio, va da sé perciò che la qualità (e quantità) del servizio attualizzato all’oggi non è paragonabile a ciò che la concorrenza offre all’utenza 4.0 odierna che preferisce altre priorità.

Discorso (quasi) opposto invece per Marina di Ravenna, che nata negli anni ’30 come borgo di pescatori ha subito mostrato i muscoli diventando nei decenni la concorrente per antonomasia della tanto raffinata (quanto cara) marina cervese; è località in grado di accogliere senza fronzoli sia le famiglie che la clientela più giovane grazie a novità di basso costo che negli anni hanno poi fatto tendenza, come quella degli “happy hour” pomeridiani e quella di offrire in un’unica location il servizio spiaggia/cena/ballo fino a notte fonda.

A spodestare poi definitivamente nel giro di un decennio il più nobile lido a sud del Savio, quello di Ravenna ha realizzato lo splendido porto turistico di Marinara, 1.500 posti barca per imbarcazioni fino a 30 metri che, protetto da due dighe di quasi tre chilometri, ne garantisce l’accesso in qualsiasi condizione meteo, ridicolizzando gli ormeggi rudimentali della darsena comunale di Cervia-Milano Marittima.

E’ (forse) finita per sempre l’amorfa vacanza anni ’60 tutta “bagnetto-abbronzatura-chiacchere sotto ombrellone”? Forse si, ad estinguerla hanno contribuito gli sport da spiaggia (beach volley, beach tennis, skysurf), gli happy hour e soprattutto l’idea di cenare in spiaggia sotto le stelle sfiorati dalla brezza del mare e non dall’aria condizionata confinati in quattro mura; al lido di Ravenna poco importa se ai piedi hai le Hogan o le infradito, la giornata continua col DJ più trendy che riesce a farti ballare assieme alle centinaia di persone che, nello stesso bagno, tre ore prima queste hanno fatto la doccia.

Sono state queste le iniziative che la marina di Ravenna ha intrapreso capitalizzando la propria fortuna imprenditoriale proprio a spese di quella di Cervia, tutte tendenze made in costa Brava e spiagge ibizegne che hanno accomunato l’idea (vincente) di far festa a tutte le età anche se non si è “abbigliati idoneamente”.

(Giuseppe Vassura)