Roma. La Giunta per le elezioni del Senato ha discusso lo scorso 23 luglio in commissione plenaria la posizione del senatore, ed ex sindaco di Imola, Daniele Manca. Il caso riguarda la presunta ineleggibilità contestata all’esponente Pd dimessosi dalla carica di primo cittadino oltre i termini stabiliti dalla legge elettorale.

Oltre alla questione più prettamente giuridica, di cui abbiamo già parlato e che è stata ripresa anche dalla stampa nazionale e su Dagospia, il procedimento si è arricchito nel tempo di un esposto a firma di Ernesto Carbone (Pd). Primo dei non eletti che avrebbe speranza di subentrare a Manca se venisse pronunciata una decisione sfavorevole al senatore imolese.

Ernesto Carbone, Partito Democratico

Il procedimento al Senato, che ha subito un rallentamento derivante dalla vicenda che ha interessato il ministro dell’interno Matteo Salvini sul caso della motonave Diciotti, pare comunque destinato a trovare una conclusione entro breve tempo.

L’organismo parlamentare nella seduta del 23 luglio ha già deciso inoltre sull’elezione contestata del senatore Edoardo Patriarca (del Partito democratico) “ricordando che nella seduta pubblica del 16 luglio scorso la Giunta ha deciso, a maggioranza, di proporre al Senato di deliberare l’annullamento dell’elezione del senatore Edoardo Patriarca nella regione Emilia Romagna”. Decisione che potrebbe essere letta come un segnale del clima che si respira nell’assise.

Nello specifico del procedimento sul senatore Manca la Giunta per le elezioni – si legge nel resoconto stenografico – “riprende l’esame iniziato nella seduta del 27 novembre 2018 e proseguito nelle sedute dell’11 e del 19 dicembre 2018, del 15 gennaio e del 9 aprile 2019. Il relatore Paroli (FI-BP) propone di rinviare ad una prossima seduta la questione riguardante l’ineleggibilità del senatore Manca, sollevata mediante un esposto, essendo necessario un ulteriore approfondimento prima di pervenire ad una proposta che auspica sia condivisa”.

(Verner Moreno)