Imola. Pare definitivamente tramontato il progetto di ampliamento della discarica Tre Monti. Procedura che avrebbe consentito l’interramento di 1 milione e 500mila tonnellate di rifiuti nei calanchi imolesi.

Il Tar prima, e il Consiglio di Stato poi, avevano giuridicamente scritto la parola fine alla sopraelevazione da 375mila tonnellate. Era rimasta sul tavolo della regione Emilia-Romagna la sola parte riguardante il cosiddetto quarto lotto. Una montagna di rifiuti da 1 milione e 125mila tonnellate, per lo più rifiuti speciali non pericolosi e in maniera minore urbani, che avrebbe dovuto trovare posto fra le colline dei comuni di Imola e Riolo Terme.

Il Consiglio comunale

E’ stato il Consiglio comunale, con una delibera del 23 luglio scorso che, revocando la decisione favorevole all’ampliamento dell’allora giunta di Daniele Manca, ha reso noto l’intenzione della multiutility. Forse oramai definitivamente convinta dell’impossibilità politica di realizzare il progetto. Si legge dunque nell’atto che “Il Con.Ami ha comunicato che Herambiente ha rappresentato la propria intenzione di presentare alla Regione la richiesta di archiviazione del procedimento di VIA (valutazione di impatto ambientale, ndr) per il progetto di “Ampliamento della discarica Tre Monti” alla luce dello scenario variato per effetto della sentenza TAR 16/2018 e della sentenza del Consiglio di Sato 2523/2019”.

Insomma, una resa definitiva e un’ulteriore vittoria per tutti i comitati e i cittadini che si sono battuti in questi anni per evitare un progetto definito “folle: un ampliamento di una discarica di più 40 anni di età che andrebbe bonificata, non ampliata”.

Da segnalare – si legge nella delibera – che “il Comune di Riolo Terme ha presentato una nota nella quale contesta la revoca unilaterale da parte del Comune di Imola al quale ritiene sia ascrivibile ogni responsabilità amministrativa, contabile e/o civile”.

Contestazione che non pare avere messo in difficoltà il consiglio comunale tanto che, si legge: “in considerazione della diversa valutazione dell’interesse pubblico sotteso all’esercizio del potere politico e normativo del quale la deliberazione in oggetto è espressione (questa) assume un contenuto negativo riguardo ai profili urbanistico-ambientali e della salute pubblica correlati all’ampliamento della discarica di Imola, anche in considerazione del fatto che l’Amministrazione ritiene che la discarica Tre Monti abbia già ampiamente e sufficientemente contribuito a ricevere rifiuti prodotti anche da altre regioni”.

Prosegue inoltre il Consiglio specificando che “l’impianto della discarica, sita in prossimità del centro abitato della Città di Imola è in funzione da oltre quarant’anni e nella stessa sono abbancati oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti; la discarica ricade in zona classificata a rischio sismico 2, in area di frana e con una unica viabilità per l’accesso, interessata da movimenti franosi ed inadeguata a reggere il consistente traffico quotidiano di mezzi pesanti da e per la discarica. Conseguentemente “il Consiglio comunale può pertanto essere chiamato ad esprimere una diversa valutazione in ordine all’interesse pubblico ed a tal fine esprimere parere negativo alla modificazione alla propria strumentazione urbanistica e di conseguenza alla modificazione della classificazione acustica ed al rilascio di permesso di costruire in deroga, nell’ambito del procedimento di VIA e pertanto addivenire alla revoca della deliberazione del Consiglio Comunale n. 182 del 21/12/2017”.

Pare proprio essere stata scritta la parola fine all’opera più contestata degli ultimi decenni. Ha votato a favore (per la revoca) il gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle. Contrari il Partito Democratico e Imola Guarda Avanti (Carmela Cappello, ndr). Astenuti i due consiglieri della Lega.

(Verner Moreno)