Luisa Cottifogli e Gabriele Bombardini

Mordano (BO). Fra i tanti appuntamenti dell’Emilia Romagna Festival che accompagnano questa estate c’è anche la Romagna di Luisa Cottifogli. La cantante, imolese di adozione, non è da meno dei tanti artisti di fama internazionale proposti dall’edizione 2019 del Festival. Sarà infatti al Chiostro di S. Francesco di Mordano mercoledì 7 agosto alle 21 con il progetto “Rumì”.
Un concerto da non perdere, sia per la bravura di Luisa, sia per il valore del progetto. Nato nel 2006 e inciso su Cd per la Forrest Hill Records, ha vinto il premio “Imola in musica” nello stesso anno e ha ottenuto la nomination al “Premio Tenco” piazzandosi secondo.

Un Romeo errante
Rumì è la storia di Romeo di Santa Maria, “E Rumì d’Santa Mareja”, come lo chiamava la gente, un mendicante – viandante che alla fine dell’800 si aggirava per le campagne romagnole. Un lavoro di pregevole spessore culturale, frutto di una seria ricerca testuale e musicale. I testi delle canzoni, in dialetto, sono tratti dal repertorio poetico dei primi del ‘900 (Nettore Neri, Lino Guerra) mentre le musiche attingono dal patrimonio tradizionale di ninnananne, filastrocche, dirindine, canti di lavoro, raccolto dallo studioso Giuseppe Bellosi nel corso della sua ricerca etnomusicologica.

Luisa Cottifogli

Concepito per una formazione di 6 musicisti con l’apporto visivo dell’artista video ravennate Andrea Bernabini, “Rumì” viene proposto a Mordano in duo col bravo e raffinato chitarrista Gabriele Bombardini in una versione tutta nuova. “Una versione molto essenziale – dice Luisa Cottifogli -, che mi stimola maggiormente ad utilizzare la voce come strumento e a cercare un interplay improvvisativo”. E c’è da crederci, perché Luisa ha un’abilità straordinaria nell’uso della voce e una versatilità eccezionale. Il ripensamento dello spettacolo è una sfida di continua ricerca timbrica sui suoni, quasi a sostituire un’orchestra grazie all’impiego di live electronics.

“Massimo Mercelli, direttore artistico di ERF, cercava un progetto dedicato alla Romagna – prosegue Luisa, affezionata alla cultura romagnola -, per questo gli ho proposto ‘Rumì’ ispirato proprio alla tradizione romagnola. Progetti come questo non hanno una scadenza. Sono sempre attuali. Ogni volta si rinnovano nel gioco dell’improvvisazione. Ogni concerto è nuovo per noi musicisti sul palco grazie anche all’interazione con le creazioni video di Andrea Bernabini che vengono proiettate su S. Francesco e su noi stessi”.

“La nebia l’è vnuda zo
Dov ch’a m’atruva a n’è so…
Ah! Che magon dri la veja
Sintì suné l’Immareja!
Essar, o Signor! Cume me!
Veja par e’ mond da par me!
(Nettore Neri)

La storia di Romeo di Santa Maria è la storia di un errare in solitudine che in definitiva è metafora della vita. “In ogni mio progetto scopro sempre di più che le nostre radici culturali sono riconducibili a una stessa radice, con manifestazioni diverse e in tempi diversi, ma sempre con un sentire umano comune. Ogni volta questa scoperta mi commuove. Ogni volta percorre le strade del mondo con lo sguardo stupito del ‘Romeo’ che trova casa e radici ovunque o forse è pellegrino più nei luoghi di casa che altrove”.

Luisa Cottifogli

Nel 1998 Luisa Cottifogli vince una borsa di studio per studiare canto a Mumbai in India. Evoca quell’esperienza per ricordare le escursioni nelle campagne del Maharastra, la gente intenta al lavoro nei campi con l’aiuto delle vacche e le donne che percorrevano chilometri portando sulla testa brocche colme d’acqua. Ricordi che l’hanno portata a immaginare la vita nelle nostre campagne cento o duecento anni fa. Immagini che hanno creato nel tempo le suggestioni da cui ha tratto ispirazione per la composizione delle musiche del suo lavoro.

Luisa Cottifogli ha alle spalle un curriculum notevole di musica e teatro. Ha collaborato con artisti del calibro di Teresa De Sio, Rita Marcotulli nel progetto Metissage, Riccardo Tesi, Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Giovanna Marini, Lucio Dalla (su Rai 3 a “Taxi”), Ivano Fossati (Macramè), Roberto Cacciapaglia, Andrea Centazzo, Flavio Premoli (Premiata Forneria Marconi), gli attori registi Vetrano e Randisi con “Anita”, una produzione di Ravenna Festival. Per 5 anni vocalist dei Quintorigo e fondatrice del gruppo vocale “Vocinblù” con cui ha collaborato ne “La tempesta” di Glauco Mauri tratto da Shakeaspeare. E’ stata inoltre protagonista di performance nell’ambito di progetti di arte contemporanea con gli artisti Antonia Ciampi ed Enrico Benetta. In occasione di Metissage conosce Gabriele Bombardini con il quale ha inizio un sodalizio artistico ancora in essere da cui sono nate le produzioni “Aiò Nenè” e l’ultimo lavoro artistico “Come un albero d’inverno”.

(Virna Gioiellieri)