Siete dei vili, siete dei piccoli vigliacchi di merda…
E che cosa credete di aver fatto, non vi rendete conto della piccolezza, della meschinità del vostro gesto?
Che uomini siete? (Andrea Camilleri)

Tocca solidarizzare con Toninelli.
Un poveraccio.
Chiamato a un compito spropositato.
In nome di una ideologia demenziale che vuole ogni cittadino all’altezza di dirigere lo Stato.

Ma cosa accade quando per ogni cuoca c’è un commissario nominato per darle costantemente ordini?” replicò Bucharin nell’aprile del 1918 a Lenin, che per primo aveva sostenuto questa singolare tesi.
Accade quel che accadeva nella Russia dei Soviet.
Accade quel che accade in un movimento dove uno vale uno perché decida solo qualcuno.
E scopri che la “nuova democrazia” somiglia terribilmente a quella che in nome della rivoluzione l’aveva eliminata.

Franceschini sembra accreditare i grillini di una cultura liberal-democratica ma in John Stuart Mill e Ralph Dahrendorf cercheresti invano pensieri eletti come “apriremo il Parlamento come una scatola di tonno”.
Questa gente non ha ascendenze culturali nobili.
Nessuna persona non dico liberale o progressista ma banalmente decente potrebbe dire senza sprofondare sotto il peso della vergogna quel che ha detto del Pd DiMaio: il partito di Bibbiano.
En passant: Franceschini, Faraone e compagnia intrigante, perché non vi ritirate a vita privata?
La politica può fare ameno di voi.
Come l’Italia di Toninelli.
Che non ha colpe nè quando dice si nè quando dice no.
Che colpa può avere la cuoca di Casaleggio?

Abbandonata in balia del nemico, vittima di un pateracchio all’italiana orchestrato da un professore di diritto amministrativo devoto a padre Pio e all’inciucio, puerilmente occultato sotto la foglia di fico di una ridicola risoluzione parlamentare.
Mettiamoci nei suoi panni.
Tutto ciò che aveva detto e fatto, compresa la Commissione che aveva attestato la convenienza di fermare la Tav, é stato smantellato.
Dei suoi impegni non è rimasto alcunché.
Se avesse rispetto di sé avrebbe già dovuto andarsene.
Come in quei film di Zimmermann che esaltano la figura dei grandi intransigenti determinati a testimoniare i loro principi ad ogni costo.
Toninelli come Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco, che getta via il Ministero come una stella da sceriffo.
Sdegnato per la viltà dei propri simili.
Diventerebbe agli occhi dei suoi e (forse) anche ai miei, un (piccolo) mito.

Epperò c’è che stare lì, fare il ministro gli piace.
Tanto.
Si può capire.
Non gli ricapiterà mai più.

Piace a tutti, piaceva anche a me, che pure ho fatto solo il sotto-segretario e sono fra le 15 e le 17 volte ( sono i calcoli dell’Università di Saguenza) più intelligente della media dei grillini.
Che non passa giorno senza che ci ammaestrino, assieme ai soci leghisti, sul loro supremo sprezzo per le poltrone.
Alle quali sono avvinghiati.
Al punto di cambiare le regole che ne limita(va)no la rieleggibilità.
Al punto di sacrificare ogni principio per restare al potere.
Inghiottendo tutti i rospi dello stagno.
Fango compreso.

Dieci anni dopo il primo vaffanculo il bilancio del Movimento senzapiustelle somiglia al bollettino del generale Cadorna dopo la disfatta.
Doveva raccogliere la fiducia della maggioranza degli italiani e annaspa per sopravvivere.
Doveva riportare al voto gli scontenti e l’astensionismo è cresciuto.
Doveva arginare la deriva estremista e ha spianato la strada alla destra peggiore.

Doveva portare competenza, trasparenza, benessere e giustizia e ha promosso ad alti incarichi gente senza meriti, rottamato lo streaming, compromesso quel pò di ripresa che c’era, protetto gli evasori e cacciato Cantone.

Tutti i caposaldi grillini sono crollati.
O perché erano sbagliati.
O perché erano falsi.
Spesso erano entrambe le cose.
L’unico buono era l’ecologia.

Perduti dietro il potere non si sono nemmeno accorti del movimento generazionale di Greta Tumberg.
TAP, ILVA, TAV: non era tutto sbagliato ed é stato tutto svenduto.
Per poi andare a votare un ignobile decreto sulla sicurezza.
L’ultimo brandello di dignità perduta.

Dovevate lottare contro i poteri forti e ve la prendete con le Case famiglia e le ONG.
Il vostro esistere non ha giovato all’Italia.
Dell’onestà vi manca il coraggio.
Della responsabilità manca ai protagonisti di questa tragica pantomima il fondamento etico.
Tutti ne rifuggono.

Nessuno ha detto la verità sul pasticciaccio brutto della Russia.
Non certo il Capitano che, come il Miles gloriosus di Plauto, millanta un coraggio che puntualmente gli manca quando gli si chiede di rispondere dei suoi atti.
Non il Presidente del Consiglio che garantisce quel che non può garantire e chiede di vigilare a chi dovrebbe essere da lui vigilato.
Faceva il palo nella banda dell’Ortica, cantava Gaber, faceva il palo perché l’era il so mestè”.
Mentre lo Stato italiano viene degradato dalla presenza in delegazioni ufficiali di personaggi oscuri intenti a tessere oscure trame.

La situazione si può compendiare in tre aggettivi: Salvini è stato sbugiardato da Conte.
Conte è stato sbertucciato da Salvini.
DiMaio si è appecorato da sè.
Non accadrà nulla.
La normalità regna a Roma.
La colpa di tutto, a quanto si dice, è della Francia.

(Guido Tampieri)

P.S. Delusione fra i cialtroni: l’assassino del carabiniere Mario Cerciello (la terra ti sia lieve) non è un negro africano arrivato a Lampedusa su una nave ong.