Riceviamo e pubblichiamo

Cronaca di una crisi annunciata. Sapevamo da tempo che questa era una coalizione debole e appesa a un filo. Da una parte, Matteo Salvini ha assunto una posizione di pura e semplice speculazione. Dall’altra, il Movimento 5 stelle, per colpa della propria inesperienza e impreparazione, ha lasciato che Salvini si esponesse dal punto di vista mediatico ben al di là di quanto Luigi Di Maio sarebbe mai in grado di fare, ha ceduto al ricatto imposto dal presunto alleato e si è completamente appiattito su posizioni assolutamente non sostenibili.

Salvini, però, non è portatore di alcun valore di governo aggiunto. Anzi, alcune fra le posizioni che ha assunto sono immorali nel confronti del Paese. Le convinzioni della Lega a proposito del rilancio dell’economia, fra il condono delle cartelle di Equitalia, la Flat tax e Quota 100, altro non sono che un gioco delle tre carte, una favoletta. Per non parlare delle idee del Carroccio sulle istituzioni europee e dei rapporti con Bruxelles. Posizioni molto pericolose per la tenuta istituzionale del Paese.

In questo scenario, l’invocazione della crisi di governo da parte di Salvini è stata una mossa lucida. Salvini stacca la spina per sfruttare il senso di responsabilità del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a proprio favore, lasciando nelle mani del Capo dello Stato la “patata bollente” del rischio della crescita dell’Iva e delegando a lui il compito di risolvere questo problema, per arrivare alle elezioni senza questo intoppo che da ministro ha evidentemente paura di affrontare.

In merito al ruolo che il centrosinistra può assumere in questo frangente, concordo con la posizione espressa da Goffredo Bettini a nome del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti. Cercare di dare continuità a questa legislatura, ma mettendo in campo una proposta di alto profilo e di ampio respiro. Altrimenti nuove elezioni. In qualsiasi caso, massimo rispetto per qualsiasi decisione assumerà il presidente della Repubblica e per qualsiasi percorso che il Capo dello Stato deciderà di intraprendere.

(Serse Soverini segretario regionale dell’Emilia-Romagna di Italia in Comune e deputato di Area civica eletto nel collegio uninominale di Imola)