Imola. Incendio alla Lotras System di Faenza. Arpae e Ausl rilasciano una nota congiunta sui risultati dei campionamenti effettuati. I dati, attesi nelle giornata di ieri, 12 agosto, sono stati diffusi questa sera.

Rilevazioni Arpe diossine incendio di Faenza

Per quanto riguarda le temute diossine i dati paiono rassicurare. I valori misurati – spiega la nota – rilevano “un aumento delle concentrazioni di diossine a partire da sabato. L’ultimo dato disponibile, che si riferisce alla giornata di domenica – in cui l’incendio ancora divampava – pur mantenendosi a livelli elevati mostra una lieve riduzione che, auspicabilmente, dovrebbe essere confermata dai campionamenti successivi”. I primi 2 campioni analizzati, inoltre “non contengono TCDD, mentre negli altri due campioni solo meno dell’1,5% delle diossine rilevate è riferibile al congenere di riferimento a maggiore tossicità (TCDD)”.

Riguardo agli idrocarburi policiclici aromatici “la cui pericolosità – di alcuni IPA – deriva principalmente dalla loro semi-volatilità che li rende particolarmente mobili attraverso le varie matrici ambientali il campione dell’11 agosto ha rilevato una concentrazione di 0.2 ng/m3, di poco superiore al limite di quantificazione e, comunque, inferiore (un quarto) alle concentrazioni medie mensili invernali (stagione in cui gli inquinanti atmosferici sono mediamente in concentrazioni maggiori) rilevate nel 2018 nella postazione di fondo urbano di Faenza (collocata in un parco pubblico), pari a 0.8 ng/m3 nei mesi di gennaio e dicembre”.

Per i metalli “nei tre campioni analizzati, le concentrazioni di Cadmio, Arsenico e Piombo sono inferiori alle concentrazioni medie rilevate nel mese di agosto 2018 nella stazione di Faenza e abbondantemente inferiori alle medie annuali nella stessa stazione. Il Nichel è risultato invece superiore a questi parametri di confronto, ma comunque nettamente inferiore ai limiti previsti dalla normativa come media annuale”.

Gli Enti di controllo ambientale precisano, riguardo agli effetti sanitari immediati che “i campionamenti stanno comunque continuando e gli esiti delle analisi saranno disponibili nei prossimi giorni, così come quelli relativi ai campioni prelevati nel sito ubicato a Forlì. Le concentrazioni riscontrate sono compatibili con l’incendio ed inferiori a quelle misurate in situazioni analoghe, come risulta dai dati riportati in tabella, relativi ad altri incendi di cui sono stati resi noti i risultati di diossine tramite media. Anche se l’assunzione di diossine può avvenire per inalazione e contatto, la principale via di contaminazione è attraverso gli alimenti, in particolare quelli più ricchi in grassi: burro, formaggi, latte, pesce e carne”.

Rispetto ai possibili effetti acuti sulla salute derivanti dall’esposizione alle concentrazioni di diossine misurate, “l’entità dei valori riscontrati, la durata relativamente breve della fase di emergenza e le misure di tutela della salute adottate in termini precauzionali – quali l’indicazione di non sostare in luoghi aperti, rimanere all’interno degli edifici chiudendo porte, finestre e impianti di ventilazione, di consumare frutta e verdura solo dopo accurato lavaggio o sbucciatura – giustificano un ragionevole ottimismo, corroborato anche dal numero estremamente ridotto di accessi al pronto soccorso di Faenza riferibili a pazienti con sintomi irritativi o infiammatori ascrivibili alle conseguenze dell’incendio (5 tra domenica e lunedì)”.

I sanitari precisano infine che “relativamente ai possibili effetti cronici sulla salute, va considerato che le diossine, per la loro stabilità chimica, tendono ad accumularsi nella catena alimentare. Per questo motivo, nonostante i valori rilevati nell’aria non siano particolarmente elevati, il Dipartimento di Sanità pubblica ha approntato un piano di monitoraggio delle matrici alimentari sulle quali verranno ricercati i principali contaminanti ascrivibili all’incendio”.

(Verner Moreno)

Il video dell’intervento dei Vigili del fuoco