Artefice dell’apocalisse è sempre l’uomo che, in sua difesa, chiama in causa ora un Dio onnipotente, ora un Dio ubiquo ed ora un Dio onnisciente. Uomo che, tenuto ad assolvere gli incarichi assegnategli per amor di Patria, per amor di Stato e per verità di scienza, non sa però portare alta la coscienza. Circuito, di fatto, dall’effimero del pelo dell’uovo, non guarda al mentore che gli è stato destinato all’origine del suo esistere. Un custode, un angelo, che doveva orientarlo alla luce del sole verso un pergolato di amore e delizia. Ma dov’è l’uomo che può dirsi in coerenza vicino a Dio? Quando non perde occasione per schierarsi con l’ipocrisia degli inetti!? Quest’uomo viziato dall’opportunismo è un lacchè travestito da giullare di corte. Uomo che, presto o tardi, non farà più divertire il re e tantomeno saprà, da segreto amante, soddisfare, tra le lenzuola, i capricci della sua regina.

(Sante Boldrini)