E pensare che c’è chi paga il biglietto, e pure caro, per sedersi a teatro: per noi è gratis. Si fa per dire. Cosa ne pensiamo di un ministro dell’Interno che non conosce la Costituzione? Andasse a leggere l’articolo 138 e se lo impari a memoria. E invece no! Si fa tanto presto: si dimezza la compagine parlamentare su entrambe le Camere, e si procede a nuove elezioni con un sistema elettorale che prevedeva parametri ben diversi. Evviva! che? Bisogna pure chiedere un referendum confermativo? Uffa! Un uomo solo al comando mal sopporta tutti questi lacci, laccetti, lacciuoli. Il Presidente della Repubblica non ha difficoltà ad emergere in questo mare di squallore e per di più è un Uomo di grande valore. Ce ne fossero!

Altri poi non stanno meglio. A un anno esatto dalla tragedia del ponte Morandi, crollato per incuria, per sottovalutazione, per ingordigia di denaro, sembra che tutto si possa risolvere tagliando il numero dei rappresentanti del popolo, come se diminuendone il numero automaticamente se ne aumentasse la qualità. E’ pur vero che di vino buono ce n’è poco, ma non è detto che la cosa sia reversibile?

Poi osservo il neo segretario Dem e mi ricordo del “Barone dimezzato”: sembra di assistere alla prova di una tragi-commedia approntata con attori di seconda mano, ma che dico, dilettanti improvvisati. Al primo scoglio serio (mi sia perdonato il lapsus) il coro dei partecipanti sembra seguire partiti diversi. Si è dovuto assistere al ritorno del gran capo che un anno fa indicava il M5S come il nemico da abbattere, il peggio del peggio. Affermava che sarebbe stato sufficiente sedersi in poltrona sgranocchiando un sacchettone di pop-corn e attendere. Bravo! Bene! Bis! Abbiamo atteso per più di un anno, abbiamo finito i pop-corn, la povertà è aumentata, ad ogni angolo di strada i “poveri di spirito” individuano nel nero di turno tutto il male della società le riserve dello Stato stanno per cadere in mano di tecnici europei, non si conosce esattamente il numero dei tavoli di crisi aperti e mai chiusi e adesso ci viene chiesto di appoggiare un governo istituzionale per affrontare i grossi problemi che incombono. Non faccio commenti causa censura.

Per finire, ma non da ultima, una signora che parla a nome del partito della destra più sicura e verace, afferma che le Ong sarebbero state inventate, foraggiate, guidate dalla Signora Merkel! Tutto è possibile, ma altri ritengono che la Signora Angela abbia ben altri problemi in casa propria, tipo i dazi di Trump che hanno messo in ginocchio la principale industria tedesca, o la più grande banca nazionale che minaccia 15.000 esuberi, o il prodotto interno che in un solo mese perde oltre l’1 %.

Mentre ci sganasciamo dalle risate alla fine di questo primo atto, un po’ più di 240.000 lavoratori vedono il proprio posto di lavoro a rischio, la propria dignità di uomo che con il proprio lavoro mantiene la propria famiglia: sono quasi 43.000 nei servizi, 32.000 nell’industria pesante, la chimica, la micro-elettronica e quella dei componenti elettrici valgono tutti per circa 25.000 (cadauno!), un po’ meno le telecomunicazioni che si fermano a 21.000; tutte abbondantemente oltre i 10.000 i call centre, l’edilizia, l’areonautica, i produttori di elettrodomestici, la componentistica per auto. A Taranto 14.000 lavoratori sono a rischio; dall’altra parte della penisola, all’Ilva, sono un po’ di più 17.000. Anche vicino a noi ci sono circa 1.800 posti a rischio per il fallimento del Mercatone Uno. Mi sembra di aver letto da qualche parte che 75.000 insegnanti non sono certi di sedersi in cattedra alla riapertura delle scuole: tanto i nostri ragazzi sono tutti bravi, studiosi, educati, rispettosi, gentili. Ogni tanto, per passare il tempo, menano uno con la pelle di colore diverso, ma cosa volete che sia. Quelli che valgono qualcosa se ne vanno all’estero. Al momento, a proposito di pelle dal colore diverso, un mezzo migliaio di questi “diversi” sta stazionando in mezzo al mare: rifiuti umani che nessuno vuole ma che, a parole, tutti amano. Li ho sentiti chiamare “taxi del mare” quelle carrette che trasportano verso la speranza masse di disgraziati in cerca del colore della vita: chi ha usato questo termine ricopre la carica istituzionale di vice primo ministro. Mike direbbe: “Allegria”. Ci manca tanto!

La causa di tutto ciò? Non guardiamo intorno: siamo noi! Noi che abbiamo dimenticato quale debba essere il valore del nostro comportamento, il saper correttamente distinguere, la capacità di comprendere il grande valore che risiede nell’essere uomini. Tutto il rimanente è esteriorità e colore.
In questi giorni ci ha lasciato una bellissima donna, troppo giovane, brava come giornalista, gagliarda come presentatrice, sicura nel proprio lavoro, capace di un sorriso luminoso e contagioso, coraggiosa nella sofferenza, certa che la felicità debba risiedere qui e oggi: vorremmo avere la tua forza e possiamo solo invidiarti.

(Mauro Magnani)