La schiavitù dei combustibili fossili ha le ore contate? Forse si, una poderosa spallata sembra venire tanto dalle strategie inerenti il termodinamico, che accumulerebbe calore, quanto la gassificazione che convertirebbe le biomasse in gas elementari e questi in carburante; altri molteplici piani che finora facevano parte di (fanta) scienza inascoltata dal “mercato”, sono finiti prepotentemente sulle agende di governi illuminati che così azzererebbero le emissioni di gas serra, ridurrebbero la concentrazione in atmosfera stabilizzando, a loro detta, il clima.

Una sagra delle opinioni che dibatte ormai quotidianamente sui progressi spettacolari che hanno fatto fotovoltaico o l’eolico, che porteranno soluzioni a tanti dei nostri problemi di esistenza sul pianeta anche se nell’immediato queste meraviglie tecno non sembrano essere così a portata di mano; scetticismo infatti emerge da ciò che relazionano i sostenitori del “catastrofismo” climatico che ricordano la storia del passato, che è piena sì di tecnologie migliori che hanno sostituito quelle vecchie, dai cavalli veri a quelli a vapore, dal commercio al dettaglio a quello elettronico, ecc. , ma per ciò che riguarda il “protocollo ambiente” la questione è diversa perchè all’oggi siamo in un vicolo cieco e (quasi) senza speranza.

Colpa a dir loro di una “seconda cultura” che ha disinformato nei decenni passati la conoscenza della storia del clima sul pianeta e che ha sempre trasformato i dibattiti scientifici in una giungla di opinioni spesso contraddittori entro i quali il cittadino medio si è facilmente perso, solo negli ultimi anni alcuni personaggi di spicco, come Leonardo di Caprio, hanno sposato assolute certezze sul perché il clima sta cambiando, dando inequivocabilmente colpa agli umani, ha mosso sì coscienze ma ormai il danno era fatto.

Dubbi a non finire inoltre da parte di chi non ha mai avuto dimestichezza con termini come Global Warming o Air Pollution e sulla (presunta) non responsabilità umana sul riscaldamento globale, tanto da evocare che tra il 21° ed il 50° d.C. fu possibile coltivare viti in Inghilterra oppure che nell’anno mille, quando i vichinghi colonizzarono la Groenlandia, la chiamarono per l’appunto Gruene, ossia verde.

Questo (a dir loro) perché la storia del clima terrestre ha insegnato che si sono susseguite epoche di riscaldamento indipendentemente dall’operato di chi a quei tempi ci ha abitato, lasciando aperta una “prateria” di (discutibili) tesi che i cambiamenti climatici possano essere dovuti non al progresso sregolato del genere umano ma bensì ai mutamenti legati all’attività del sole e clima, visto quindi da qualcuno come caotico fenomeno prodotto dall’interazione di forze che spingono al riscaldamento globale (e viceversa) indipendentemente dal fattore umano.

Notizie e opinioni queste semmai irrazionali e che vengono lette con gli “occhiali” della propria visione del mondo perché gli interessi che ruotano attorno al Global Warming sono enormi, ignorano e piegano a volte altri punti di vista altrettanto autorevoli solo perché non consoni alla propria ideologia, spesso mancando di obiettività e umiltà, non a beneficio invece di un’informazione rigorosa, affidabile e di buon senso.

L’ultimo decennio ha visto i media imbastire una giungla di (fake) news in ambito ecologista e palcoscenici zeppi di opinionisti da “mettere in mostra”, politici, lobbisti e scienziati alla spasmodica ricerca di audience, personaggi che hanno garantito strategie per sempre maggiori risparmi energetici, riducendo al contempo l’impatto sull’ambiente pur mantenendo dignitosa la qualità della nostra vita.

(Giuseppe Vassura)