Imola. La tre giorni di sport (solo due giornate dedicate alle competizioni) all’autodromo Ferrari ha lasciato sulla terra della pista – per l’occasione nuovamente riportata per centinaia di tonnellate alla curva della Rivazza – polemiche, numeri e riflessioni sul futuro.

Il risultato delle presenze, raffrontato al 2018, è quantomeno indicativo. 25.000 presenze (da non intendersi come spettatori paganti) contro le 35.000 della passata edizione. Un netto segno meno di circa il 30% che non può certo essere definito, a ragione, un successo. 

Certamente al risultato avrà contribuito la data dell’evento. Era più che probabile che nel weekend di ferragosto la città sarebbe stata desolatamente vuota. Come lo sono, da sempre, tutte le città italiane. Verrebbe quindi da chiedersi con che potere contrattuale si è giunti al tavolo della trattativa. Domanda che potrà essere posta nelle sedi opportune. 

tribuna della Rivazza

Le polemiche, sia quelle che nei mesi passati hanno preceduto la 2 giorni di motocross, sia quelle postume, vanno nel segno di una riflessione complessiva riguardo la manifestazione. Un evento mondiale che, secondo molti, alla fine dei conti (che speriamo siano resi noti) oltre alla evidenza sportiva poco lascerebbe alla città. 

Le foto della curva della Rivazza, indubbiamente non al suo massimo splendore, stanno a dimostrare che se pur di evento mondiale si tratta il pubblico non è accorso. Solo i fan del campione sloveno Gajser hanno in qualche modo colorato gli spalti. 

 

Per quanto riguarda poi i dati delle presenze, senza aggiungersi al commento critico del capogruppo della Lega in consiglio comunale Simone Carapia, qualche dubbio sorge anche a chi scrive. La tribuna della Rivazza ha una capienza di circa 8.000 persone. Dalle foto sia del sabato che della domenica, giornata di gara, si nota che molti spalti sono vuoti. Nessuno vuole mettere in discussione il dato ufficiale di 24.896 presenze ma la diffusione del numero di biglietti venduti (che è un dato facilmente desumibile dalla dichiarazione ai fini della SIAE) metterebbe di certo la parola fine al balletto di cifre. 

(Verner Moreno)