La poesia “I Pastori” di Gabriele d’Annunzio è musa ispiratrice della filosofia di calciomercato, “Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare” è infatti il principale passo dell’opera letteraria che più si avvicina al modello di interscambi del gioco del pallone.

Created with GIMP

Iniziata il 1° luglio, la sessione estiva del calciomercato terminerà il 2 settembre mentre quella invernale resterà “operativa” per tutto il mese di gennaio, una vera e propria transumanza di mandria (calciatori) e pastori (procuratori) da un pascolo (squadra di appartenenza) ad un altro (squadra di acquisizione) e viceversa, con la differenza che le mandrie (quelle vere) si spostano una volta all’anno mentre nel calcio un giocatore rischia di migrare (cambiar casacca) più spesso.

Il guaio peggiore in questo periodo è però quello di essere accantonato dalla società ossia “fuori dal progetto”, sia perchè l’ossatura delle squadre è oramai definita, sia perché il mercato di riparazione di gennaio è data troppo lontana e questo può significare restare “appiedati” e inattivi per troppi mesi.

E’ a questo punto che ai procuratori devono venir in aiuto altre “figure”, quelle ad esempio capaci di elaborare strategie parallele a quelle di stretta valutazione tecnico-tattica del cliente (calciatore), quelle che semmai seguano più da vicino alchimie finanziarie di minus/plus valenze come ad esempio sfruttare al meglio i benefici della flat tax da 100.000 euro introdotta con la Legge Stabilità 2017; questi consulenti che seguono in “second opinion” le transumanze dei supercampioni spesso “mediano” fra proprietà (società sportiva) e cliente (calciatore) anche utilizzando strumenti finanziari (Sif lussemburghesi, Sicav, ecc.) oppure prodotti a matrice assicurativa correlati ad asset o conti svizzeri, meno costosi ma anche flessibili ed in modo coerente con esigenze e “vertenza”, mediando fra le due parti quasi sempre con successo.

Sta succedendo proprio questo a tanti “eroi” diventati fardelli e a qualche supercampione dall’ ingaggio stellare senza più posto in squadra, i casi noti sono da mesi su tutte le pagine dei quotidiani sportivi, come l’interista Icardi (100 mln. di euro di clausola rescissoria) o il madrileno Bale (7,5 mln di euro di stipendio), tanto Neymar del Psg (con rescissione da 222 mln di euro) quanto il bianconero Dybala (90 mln. di euro di valutazione), che sono finiti nel “limbo” di un mercato stregato da clausole, valutazioni , costi, stipendi.

Dopo anni in cui il nostro campionato è stato considerato un trampolino di lancio verso i ricchi tornei nazionali inglese e spagnolo la tendenza sta però finalmente invertendosi, Cristiano Ronaldo dal Real alla Juve dopo aver vinto 5 palloni d’oro e 4 Champions ne è stato l’apripista, aprendo strada anche al comparto “allenatori” che ha visto Carlo Ancelotti, fresco di successi francesi, spagnoli, inglesi e tedeschi, approdare al Napoli, eterna seconda dell’Italcalcio.

Basteranno questi pochi segnali a rivitalizzare tutto il sistema nazionale del gioco più bello del mondo? Forse si e non solo in termini di spettacolo e competizione, ci sarà bisogno non solo di una via di mezzo fra scarsa capacità e volontà di tentare qualcosa di nuovo ma serviranno soprattutto esempi illuminati da seguire ad esempio il “modello tedesco” semmai più da copiare che da “importare”, un’idea che vede i tifosi-soci proprietari del 50% +1 in piena tradizione del modello “azionariato popolare”; un sogno realizzabile fatto di marketing serio vivai e scuole calcio, con un sistema dei diritti Tv che premi soprattutto chi scommette sui giovani, impedendo così facendo che a “comandare” siano solo i capitali stranieri dell’opportunismo.

(Giuseppe Vassura)