Imola. Via libera anche da piazza Matteotti alla circolazione di monopattini elettrici. Lo ha deciso l’Amministrazione comunale, che nei giorni scorsi ha approvato la delibera di giunta che autorizza la sperimentazione della circolazione dei dispositivi di micromobilità elettrica. Il periodo di sperimentazione comincerà nei prossimi mesi, dopo che la giunta comunale avrà approvato un regolamento, che dovrà essere redatto da Area Blu (che ha la delega alla mobilità da parte del Comune), per lo svolgimento della sperimentazione atto ad individuare aree e luoghi interessati e comportamenti da tenere ed eventuali previsioni di spesa.

Inoltre, prima dell’avvio della sperimentazione, dovrà essere posizionata l’apposita segnaletica prevista dalla normativa vigente e dovrà essere avviata una campagna informativa della sperimentazione in atto, in particolare in corrispondenza di infrastrutture di trasporto quali ad esempio la stazione ferroviaria e quella delle corriere.

Nel periodo della sperimentazione, le caratteristiche dei dispositivi ammessi e le norme di comportamento e di conduzione dei conducenti sono quelle espressamente previste dal decreto del Ministro  delle Infrastrutture e Trasporti n. 229 del 4 giugno 2019, in vigore dal 27 luglio 2019, che definisce le modalità di attuazione e gli strumenti operativi della sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, i cosiddetti dispositivi di micromobilità elettrica.

In sostanza, i suddetti dispositivi di micromobilità elettrica potranno circolare in ambito urbano

su aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, zone a 30 Km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h. I limiti massimi di velocità, così come i comportamenti da tenere e le zone specifiche in cui sarà possibile circolare saranno definite, come detto, da un apposito regolamento redatto da Area Blu (ad esempio, nelle zone pedonali non si possono superare i 6 km/h ed i 20 km/h lungo le piste ciclabili).

Un modo per contrastare l’inquinamento atmosferico ed il congestionamento urbano – E’ proprio un decreto ministeriale che demanda ai Comuni l’autorizzazione in via sperimentale della circolazione dei dispositivi di micromobilità elettrica, esclusivamente in ambito urbano, e limitatamente alle specifiche infrastrutture stradali o parti di strada indicati dal decreto stesso.

Come riporta la delibera della giunta comunale “le nuove regole che si intendono introdurre oltre ad essere volte a diminuire il traffico veicolare nel centro, limitando gli spostamenti di semplice attraversamento, mirano a migliorare la vivibilità del centro, favorendo l’utilizzo regolare della sosta e quindi a valorizzare le attività produttive, commerciali e di servizi presenti nell’area centrale offrendo la possibilità di accedervi a piedi, in bicicletta, con il mezzo pubblico e con l’auto privata nel rispetto delle esigenze di riduzione dell’inquinamento atmosferico e di incentivo della mobilità sostenibile”.

L’iniziativa si colloca nel “contesto di sempre più attenzione alle azioni di contrasto all’inquinamento atmosferico e al congestionamento urbano causati dal traffico automobilistico privato, e alle conseguenti limitazioni di quest’ultimo” aggiunge la delibera con la quale la giunta autorizza la sperimentazione.

In questa ottica, l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno “aderire a questa possibilità per offrire ai cittadini altre modalità di spostamento alternative all’uso del mezzo motorizzato privato e per agevolare il cosiddetto “ultimo miglio” negli spostamenti intermodali”.

La sperimentazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica può essere autorizzata entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto (il 27 luglio scorso) e deve concludersi entro e non oltre 24 mesi decorrenti dalla medesima data. Le Amministrazioni comunali che autorizzeranno la sperimentazione dovranno comunicare al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti i provvedimenti adottati entro 30 giorni dalla data di adozione ed entro tre mesi dal termine dalle risultanze della sperimentazioni.