Caro Simone, approfitto dell’ospitalità di questo giornale che fin troppo spesso mi vede presente, per portare a tua conoscenza la mia posizione circa la situazione politica imolese e il mio personalissimo punto di vista circa la tua partecipazione alla medesima.

Sono certo ricorderai le nostre lunghe chiacchierate davanti ad un piatto di pasta fumante o seduti ad un tavolo del bar rinfrescandoci con un aperitivo. Personalmente ricordo esattamente le nostre affermazioni: tu ricordi le mie? Credo sia opportuno un ripasso.

Tutto il valore del mio pensiero, del mio modo di vivere, di rapportarmi con gli altri, il mio stesso comportamento, si basa su due aspetti di fondo: il dubbio e la coerenza. Il dubbio in quanto unicamente allo stolto appartiene la certezza della propria verità e la coerenza, senza la quale siamo banderuole esposte al volere del vento. Ricordo di averti portato a conoscenza della mia posizione circa la religione e rammento la tua certezza nell’appartenere alla riva opposta, con assunzione di ruoli importanti all’interno di istituzioni che portano la bandiera della fede.

Ora, leggendo le righe riportate da leggilanotizia circa il tuo incitamento rivolto ad altri esponenti politici imolesi non posso non raggiungerti attraverso queste poche parole e inizio con il rammentarti che tra le scritture nelle quali tu credi, una riga parla di chiudersi in casa quando si prega, quando si fa manifestazione di carità e di fede: non sbandierare quindi il tuo (vostro) comportamento a guisa di indice di riferimento assumendo il ruolo di giudice che non ti appartiene.

In secondo luogo, sempre con riferimento al tuo credo ti invito a riflettere sul fatto che lo schieramento politico al quale tu appartieni, in sede nazionale, regge la poltrona ad un ministro che ha seminato l’intera nazione di odio, rancore e disprezzo: seguendo il mio iter di coerenza, avresti dovuto abbandonare la poltrona nell’ aula comunale. Se non vado errando, tutta la politica di quest’ultimo anno si basa sulla crudeltà di far soffrire e morire dei poveri disgraziati in mezzo a un mare di abbandono: mi illustri quanto prima circa il tuo concetto di “carità Cristiana”? O appartieni anche tu alla schiera dei “praticanti” che additano verso i neri muniti di smart e catenina al collo?

E che dire, scendendo molto più in basso, della tua posizione circa l’utilizzo dell’autodromo imolese? Dimenticata la mia e la tua posizione? Io sono ancora dell’idea che l’intera struttura sulle rive del nostro fiume tolga molto più alla città di quanto apporta, senza contare che il danno da molestia per il frastuono e l’inquinamento non è facilmente quantificabile? La tua coerenza? Il tuo desiderio di equilibrio? Mi mentivi o menti a te stesso ora? Rispondi a te stesso, non a me: lascia stare il granello di sabbia negli occhi degli altri e controlla i tuoi. Potresti averne bisogno.

(Mauro Magnani)