Gentilissima Sangiorgi, “Dovè finito il patto con i cittadini sull’autodromo”. Inizia con queste parole una lettera inviata dal comitato Autodromo alla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi. In effetti, nel 2018, presentando ufficialmente la Giunta, l’allora candidata sindaca affermò:  “Le linee di governo della città le abbiamo scritte nero su bianco nel nostro programma, un autentico patto sancito con i cittadini presentato durante la lunga campagna elettorale.

E proprio riferendosi a quel patto, ora i cittadini sono ad avanzare qualche domanda “nella speranza che ci risponda”. E il primo tema non può che essere il rumore: “Nel citato ‘patto’, sul tema Autodromo, aveva preso l’impegno di ridurre le giornate rumorose del 10%. A noi risulta che attualmente, in maniera sorprendente, siano aumentate di oltre il 100% rispetto alla vecchia amministrazione”.

E subito di seguito il tema della trasparenza: “Sempre nel citato patto veniva richiamata una sorta di mancanza di trasparenza sulla gestione di Formula Imola promettendo che in futuro, per ogni grande evento, sarebbe stato presentato un rendiconto economico. Non a caso, le parole precise presenti nel patto erano ‘Pubblicazione dei dati reali in merito a: presenze all’evento, numero biglietti venduti, bilancio finanziario dell’evento, indotto creato, numero di persone impiegate, ritorno mediatico e turismo generato’. Forse per colpa di una nostra disattenzione ci sono sfuggiti i dati relativi agli eventi legati alla Superbike ed al Mondiale di Motocross. Le saremmo molto grati se li rendesse pubblici. In particolare, sul tema legato al turismo generato, le saremmo grati se fornisse i proventi legati alla tassa di soggiorno per quanto riguarda i due citati eventi e, possibilmente, anche quelli legati al mondiale di Motocross del 2018”.

E per chiudere si arriva alle vicende odierne: “In questi giorni una lunga fila di camion sta spostando incessantemente terra di riporto dall’Autodromo verso altra destinazione: i costi sono a carico del Comune o di Formula Imola? A quanto ammontano i costi? E’ stato valutato l’impatto ambientale causato dal transito di centinaia di camion? In un secondo momento la terra tornerà in Autodromo?”.

Domande di non poco conto che meriterebbero una risposta che, chissà, se arriverà.