Una raccolta differenziata costantemente in crescita grazie agli oltre 500 appositi contenitori messi a disposizione da Hera nelle stazioni ecologiche e alle colonnine stradali presenti in diversi Comuni: si tratta della raccolta degli oli alimentari, quelli adoperati in cucina, gli oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti. Ognuno di noi ne produce circa 5 kg all’anno. Il Gruppo Hera, sul territorio servito in Emilia-Romagna, nel 2017 ne ha raccolte 800 tonnellate, 850 nel 2018 e, grazie al progetto di potenziamento della raccolta realizzato, quasi mille sono previste per il 2019 (il dato è stimato). L’ampliamento del parco contenitori è stato promosso in modo capillare anche nel circondario dove, tra fine 2018 e inizio 2019, Hera, in accordo con le Amministrazioni comunali, ha posizionato 29 colonnine stradali nuove che si sono aggiunte alle 19 già presenti, rendendo così disponibile questa raccolta differenziata stradale in tutti i 10 Comuni, anche dove prima non era presente.

Raccolto il 33% di olio in più rispetto al 2018 – Complessivamente, quindi, i contenitori stradali a disposizione dei cittadini sono diventati 48, di cui 26 a Imola. E i risultati sono già riscontrabili. Nel primo semestre 2019 sono stati circa 17 mila i chili di olio alimentare raccolti nei contenitori stradali posizionati nel Circondario, il 33% in più rispetto allo stesso periodo del 2018 quando la quantità raccolta aveva raggiunto quota 12.700 chili Nella sola Imola nel 1° semestre di quest’anno i cittadini hanno conferito nei contenitori stradali 9.800 chili di oli alimentari, contro i 9.000 dello stesso periodo 2018 e i circa 6.700 dei primi sei mesi del 2017.

Un rifiuto altamente inquinante che diventa una risorsa grazie all’accordo con Eni – I dati testimoniano una crescita costante che denota sensibilità e attenzione da parte della cittadinanza anche per queste tipologie di raccolta differenziata più marginali ma molto importanti per l’ambiente. Lo scarto dei comuni oli vegetali da cucina costituisce, infatti, un rifiuto con potere altamente inquinante, in particolare se smaltito attraverso gli scarichi domestici e la rete fognaria. Un chilo di olio vegetale esausto può distribuirsi fino a ricoprire una superficie di 1000 mq, inoltre la depurazione delle acque inquinate da olio richiede costi energetici di trattamento fino a 3kWh per ogni chilo di olio impropriamente smaltito, oltre ai costi medi per la manutenzione degli impianti di depurazione.