Caro direttore,
abbiamo preso atto della decisione dell’Amministrazione di ridisegnare le corsie dell’asse attrezzato nella parte che passa sotto il cavalcavia delle ferrovie. Passare però da due corsie di marcia a tre, due sulla direttiva che va verso la zona industriale ed una dall’altra parte, senza alcun ampliamento della sede stradale, ci sembra un rimedio peggiore del male, perché la circolazione in quel tratto diventerà assai pericolosa.

Ci pare infatti che si sia tenuto conto soltanto del traffico mattutino che va verso l’autostrada e la zona industriale, ma non del “rientro” serale dal lavoro.
Nell’orario di punta, chi deve rincasare sarà costretto ad una interminabile fila indiana, mentre dall’altra parte le due corsie saranno pressoché libere. E sa che cosa accadrà? Che chi percorrere, in fila indiana, l’unica carreggiata, insieme a furgoni e camion, vedendo a fianco le due corsie libere, cercherà di “svicolare”, anche sorpassando, rischiando di collidere frontalmente con chi percorre la corsia esterna dell’imposta carreggiata.
Senza contare le difficoltà di inserimento che incontreranno coloro che vengono da Pontesanto.
Le nuove strisce, per di più, restringono le corsie di marcia che non erano amplissima, con difficoltà al transito per i camion.

I problemi in quel punto non si risolvono disegnando per terra, ma avviando un confronto con Rti e FS per uno studio preliminare serio si ampliamento della sede stradale e del cavalcavia.
Non sottovalutiamo la complessità ed onerosità dell’intervento, ma l’Asse Attrezzato è una arteria fondamentale per la città, che impone scelte lungimiranti che tengano conto soprattutto della sicurezza di chi la percorre. Altrimenti si spreca solo denaro pubblico, poco forse ma sempre sprecato.

(Mirco Griguoli – Portavoce Comitato Strade Future – Pro Bretella)