L’artista Roberta Luppi

Dozza. La Commissione Inviti ha sciolto le riserve: sono sei gli artisti che, da lunedì 9 a sabato 14 settembre saranno all’opera sui muri del borgo medievale sulle colline imolesi e a Toscanella lungo la via Emilia per la XXVII edizione della Biennale del Muro Dipinto.

Luigi Allegri Nottari, Giovanni Fabbri, Flavio Favelli, Ferrante Giovannini, Alberto Goglio lavoreranno sotto gli occhi del pubblico mentre Roberta Luppi sarà presente attraverso un’installazione visibile nel cortile all’ingresso della Rocca. Sei protagonisti, sei percorsi professionali ed artistici, diverse tecniche e stili ma un solo, grande obiettivo corale: fissare sui muri di Dozza il tema di quest’edizione, #EmozioniUrbane, trasformando per un’intera settimana, tutto il paese in una grande tela e portando l’arte, il disegno e la pittura sulle pareti di case e palazzi, arricchendo quella galleria a cielo aperto che rende Dozza unica al mondo.

I muri – Cinque artisti saranno all’opera sui muri di Dozza: il meldolese Giovanni Fabbri, le cui opere sono esposte in permanenza al museo Bargellini a Cento, al Mar di Ravenna, al museo Parmeggiani di Cento, a Casa Cini a Ferrara, a San Zeno in Monte con l’affresco commissionato per la cappella di S.Giovanni Calabria a Verona, sarà impegnato in via XX settembre, a poca distanza dal pittore e affreschista Luigi Allegri Nottari, protagonista della scena artistica ravennate, che sarà al lavoro in Vicolo Campeggi. Il bolognese Flavio Favelli, ben noto all’estero con le sue esposizioni alla Maison Rouge di Parigi e al 176 Projectspace di Londra e molto apprezzato anche in Italia, con presenze di rilievo da Roma a Venezia, realizzerà invece la propria opera in via Calanco, di fronte alla scuola mentre Alberto Goglio, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e protagonista di mostre personali e collettive dallo spazio Laba (Brescia), al Belskie Museum (New Jersey, Usa) e alla Torre Gonzaghesca (Mantova), sarà all’opera in via De Amicis. La designer Roberta Luppi, creatrice di opere monumentali per contesti pubblici e privati, sarà presente con una scultora realizzata proprio per la XXVII Biennale del Muro Dipinto e ospitata nel giardino antistante l’ingresso della Rocca di Dozza. Scendendo a Toscanella, infine, si potrà apprezzare il lavoro di Ferrante Giovannini, artista specializzato nel campo della terracotta con all’attivo numerose mostre personali e opere monumentali, in Italia e all’estero: Giovannini sarà impegnato nella decorazione del muro della Cassa di Risparmio di Imola – Banca Bpm con un’opera visibile percorrendo via Emilia Ponente.

Verso la Biennale – In attesa dell’avvio dei lavori è possibile assaporare l’atmosfera del Muro Dipinto già nei giorni precedenti alla Biennale. Il 4 e 5 settembre, in Vicolo Campeggi, avranno luogo gli interventi di restauro dell’affresco eseguito nel 2009 a cura di “Insieme per un futuro migliore” con l’artista Fabrizio Rivola,  mentre nel corso di tutta la settimana dal 2 al 7 settembre il pittore Giuseppe Giaquinta sarà all’opera per la realizzazione della lunetta del B&B “Il Cielo in una stanza”. Gli appassionati di pittura e scultura potranno anche visitare le mostre già attive nei locali della Rocca: “Muri d’autore. Gerardo Masini da Dozza a Dakar”, inaugurata lo scorso 24 maggio e che rimarrà allestita nella Rocca fino al 29 settembre che raccoglie opere dell’artista, oltre a documenti e testimonianze delle Biennali del Muro Dipinto del 1973 e del 1975, anni in cui l’artista fu uno dei protagonisti della manifestazione, e “Nuove Trame – Identità di vecchi pluviali”, dedicate alle opere dell’artista bolognese Gino Gamberini, fra sculture realizzate trasformando vecchie grondaie in soggetti umani e animali, oggetti ed emozioni, e sperimentazioni di innovative tecniche pittoriche.

Dichiarazioni – “La Biennale 2019 nasce nel segno di un legame sempre più forte tra passato, presente e futuro – j -. I tre tempi dell’esistenza umana troveranno spazio in questa terza edizione, dopo quelle del 2015 e del 2017, curata da una squadra che è andata consolidandosi e rafforzandosi nel tempo. C’è un tempo passato, rappresentato dalla storia della Biennale, con la mostra di Gerardo Masini, i restauri, l’esposizione dei bozzetti dal 1962 al 2017, su cui costruire un presente fatto di opere nuove, realizzate da artisti che Dozza accoglie nel proprio abbraccio, offrendo il giusto riconoscimento a grandi talenti e donando uno spazio privilegiato per la sperimentazione. E c’è, infine, uno sguardo al futuro che si costruisce anche attraverso i momenti di incontro e confronto che si susseguiranno durante tutta la settimana del Muro Dipinto. L’edizione 2019 – prosegue Grandi – si caratterizza anche per l’apertura di un nuovo filone dedicato all’arte fotografica, con un workshop dedicato e la collaborazione con l’associazione Giovanni Magnani di Borgo Tossignano: uno sguardo nuovo, attraverso l’obiettivo, che arricchisce il cartellone e rafforza un rapporto con il territorio che, sempre di più, rappresenta una cifra stilistica della Biennale. Durante il Muro Dipinto Dozza, per così dire, si ‘rifà il trucco’ pensando a chi ama e a chi l’ama, cittadini e turisti: siamo lieti di essere parte attiva nella creazione di questa grande opera”.

“Viviamo in un paese bellissimo, dobbiamo continuare a valorizzarlo al massimo. Ed è in questa direzione che vanno le attività della Biennale – commenta il sindaco Luca Albertazzi –. Il Muro Dipinto è frutto di un grande lavoro collettivo: il mio ringraziamento va a tutte le persone che si stanno impegnando per far crescere, nel tempo, questa manifestazione, a partire dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, vero ‘motore’ della Biennale, e dai membri della Commissione Inviti, provenienti dalle diverse accademie e ormai protagonisti a pieno titolo di un percorso artistico e culturale che sta dando ottimi frutti”. “Stiamo vivendo un periodo particolarmente favorevole per la promozione di Dozza – continua il Primo Cittadino -: i nostri muri e le attività della Biennale sono riprese da prestigiose testate nazionali e internazionali e stiamo intercettando nuovi flussi turistici che producono un importante ritorno per tutto il tessuto urbano, sia dal punto di vista economico che di stimolo culturale. Sono convinto che il grande fermento che si genera nella settimana della Biennale sia positivo tanto per il turista quanto, e soprattutto, per chi vive a Dozza e nei dintorni durante tutto l’anno”.