Imola. Con il presidente della Cia imolese, Giordano Zambrini, ripercorriamo le tappe di un’estate rovente non solo per le temperature ma per le questioni che sono via via esplose. “Si, un’estate davvero pesante sia perché c’è stata la conferma del cambiamento climatico in atto, sia per l’inizio drammatico della stagione estiva dominata dalle piogge che hanno recato soprattutto danni pesantissimi ad alcune colture.

Come se tutto questo non bastasse sono arrivati nuovi danni causati dall’uomo, e cioè i prezzi dei prodotti che al momento non ripagano nemmeno i costi di produzione.

Durante le settimane di commercializzazione ci sono stati anche dei rialzi, ma non tali da compensare i danni che gli agricoltori avevano già subito. E mi sento di aggiungere che quest’anno non c’è stato un  solo prodotto agricolo capace di garantire prezzi interessanti ai produttori.”

Poi abbiamo avuto il crescere robusto della cimice asiatica.
“Esatto, questo insetto ha infestato le campagne ed ha prodotto danni molto pesanti (in particolare per pere e anche albicocche arriviamo alla distruzione dell’80% della produzione). Siamo di fronte ad una situazione allarmante, ma per me la vera notizia negativa è il silenzio delle organizzazioni agricole, quelle che dovrebbero invece tutelare i contadini. E fanno fatica perché sono divise, oggi solo il 3% della popolazione attiva lavora i campi, ma di questo passo l’unico futuro che vedo chiaramente è l’abbandono delle campagne.”

E come Cia qualcosa avete fatto?
“C’è stata una grossa assemblea organizzata dal presidente di Ferrara, Stefano Calderoni sul tema della cimice durante la quale ha sollecitato una richiesta forte del mondo agricolo per far fronte, economicamente, ai danni subiti (che non è assicurabile), ma abbiamo preso atto che della cimice si parla ormai da anni e fino ad ora nessuna contromisura è stata attivata. E’ stato proposto anche un antagonista naturale della cimice, la vespa samurai, ma non sappiamo nulla degli eventuali rischi. Oggi, a mio avviso, ci sono in commercio delle molecole che potrebbero aiutarci almeno a contenere la diffusione di questo insetto.”

Quindi qualcosa si può fare, e allora come mai le organizazioni agricole si limitano, quando va bene, a dei comunicati stampa oppure preferiscono parlare d’altro, ad esempio circola su facebook un comunicato Coldiretti che analizza le vacanze degli italiani…
“Ormai Coldiretti più che tutelare le aziende agricole pare preoccupata di giustificare la propria struttura. Sa essere molto precisa sui panettoni mangiati dagli italiani ma non sa dire come si difende il reddito degli agricoltori. Io l’ho invitata, e lo stesso ha fatto il presidente di Confagricoltura Garagnani, ad un incontro per definire strategie comuni e far fronte ai problemi, ma non si sono presentati e questo atteggiamento lo definisco sconcertante. Comunque non mi arrendo e continuerò ad invitarli; spero di avere presto qualche segnale.”

(m.z.)