Il titolo di un vecchio film del grande “Sean” ancora una volta con gli abiti di 007 ci riconduce ad una realtà incontrovertibile: le strade della vita sono innumerevoli, diversificate, imprevedibili. Così, dopo aver avuto numerosi governi “per” ora si potrà sperimentare un governo “contro”. L’ex vice Primo ministro Salvini tanto ha tirato la corda che alla fine si è spezzata e pure con uno “schiocco” da far invidia ai nostri abili frustatori dozzesi. Occorre tuttavia considerare anche le rispettive posizioni dei due partecipanti l’azione di governo: da un lato un M5S a rischio di estinzione, dall’altro un Pd a rischio di scomparsa. Così ancora una volta la necessità aguzza l’ingegno e si fa di necessità virtù.

Eppure, per quanto possa apparire paradossale e poco ortodosso, la nascente iniziativa politica evidenzia alcuni aspetti che, con buona probabilità, sarebbe stato opportuno valutare in precedenza e questo vale per entrambi i partecipanti. Cosa dire dei grillini che fino a pochi giorni fa si trovavano a dover scegliere tra una rigorosa critica di forma di sviluppo e la spada tratta della cementificio ione e dei capannoni industriali? E la giustizia. Come conciliare la forte richiesta di “giustizialismo” con la libertà di passarla sempre liscia? Forse che il reddito di cittadinanza abbia qualcosa a che vedere con l’idea della flet-tax, una forma di tassazione che assimila redditi dalle differenze astronomiche? Riusciamo a ricordarci ancora delle lotte per l’acqua pubblica? Hanno qualcosa a che vedere con la forma politica di destra estrema? E dall’altra parte? Sono stati digeriti i pop corn?

In poco più di un anno, abbiamo visto calpestare una quantità di diritti acquisiti che mai riforma abbia compiuto e abbiamo assistito al rinvigorirsi di posizioni fin troppo simili a situazioni ben note della prima metà del secolo scorso, posizioni che la storia ha bollato come le peggiori manifestazioni dell’uomo che memoria ricordi. Si stava comodi in poltrona mentre centinaia di disgraziati, per un capriccio politico, venivano considerati alla stregua di pedine da giocare sullo sporco gioco della politica? Adesso di vedrà cosa i “pidioti” (in questo modo vengono chiamati sul web i seguaci del Pd) sono capaci di fare. Nulla di meglio della vera tenzone contro l’agguerrito avversario di sempre per dimostrare il vero valore del contendente.

Ovviamente i distinguo non mancano e non verranno pure a mancare le mosse di professionisti della politica che cercheranno di sfruttare al meglio le immancabili ombre che si verranno a creare tra una scaramuccia e l’altra. I primi segni già si distinguono: l’ingegner rimò uomo ex-Confindustria ha già sventolato il proprio gonfalone di purissimi del “io mi spezzo ma non mi piego” hanno la lancia in resta. Come fosse possibile avere il tutto e subito, come se la vita nulla fosse altro che continua scelta di opportunità non sempre gradite.

Tra i due novelli guerreggianti, ancora una volta, il richiamo di un uomo che ha saputo indicare quella che a volte appare come la via della scelta, ma che a ben vedere, indica la via dell’unica scelta possibile; quando la strada si fa insidiosa non si può cincischiare tra freno e volante: nervi saldi e occhio alla guida. Grazie.

(Mauro Magnani)

P.S.: Per quanto riguarda la tristezza della politica di casa nostra, avrei una domanda da porre ai pettoruti rappresentanti locali, quelli che neppure si sono accorti che la politica portata avanti dai grillini locali ricalca in peggio le scelte da loro stessi fatte in precedenza, quelli che fino a pochi giorni fa intravvedevano un parallelo tra la decadente politica romana e la tristezza dell’involuzione locale. E adesso? Tutto da rifare pover uomo!