Venezia. Il 2 settembre è il giro di boa della Mostra. Nella Sala Grande, dopo la cerimonia di premiazione del Leone d’oro alla carriera a Julie Andrews e la visione di “Victor Victoria”, alle 17.00 per Venezia 76, viene proiettato “Ji Yuan Tai Qi Hao” (No 7 Cherry Lane) di Yonfan e alle 19.45 “Martin Eden” di Pietro Marcello. Alle 22.30 Fuori concorso “The King” di David Michôd. Alla Sala Darsena, alle 14.30, per la rassegna Orizzonti, il pubblico potrà vedere “Rialto” di Peter Mackie Burns è alle 16.45 “Chola” (Shadow of Water) di Sanal Kumar Sasidharan. 

La programmazione della Sala Perla prevede, per Le Giornate degli autori – evento speciale, alle 11.30 la pellicola  “Mio fratello rincorre i dinosauri” (My Brother Chases Dinosaurs) di Stefano Cipani, mentre alle 17.00 per le Giornate degli autori ‘classiche’ il film vietato ai minori di 14 anni “Boże Ciało” (Corpus Christi) di Jan Komasa. Si segnala infine alla Sala Giardino, alle 17.00, Fuori Concorso, “I diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo secondo” (Angela’s Diaries – Two Filmmakers. Part Two.) di Yervant Gianikian, Angela Lucchi. 

Yonfan, è un regista e fotografo di Hong Kong,, ma nato nel 1947 in Cina. Nella sua lunga carriera figurano sia film da botteghino come “Lost romance” del 1986, che ha lanciato Maggie Cheung e Chow Yun-Fat, sia film d’impegno come “Bishonen”, apprezzato nei festival internazionali, dove si  rivela la sua cinematografia romantica e si mette in scena un’esplicita rappresentazione della passione omosessuale sullo schermo. In concorso oggi porta un film di animazione. Hong Kong, anni ’60. Uno studente di letteratura inglese si ritrova catturato in un triangolo sentimentale con la donna a cui fa da tutor e la madre di lei. 

Pietro Marcello, nato a Caserta nel 1976, realizza nel 2009 un  documentario drammatico, “La bocca del lupo”, che vince il Torino Film Festival. Il film, presentato in vari festival internazionali, vince anche il Nastro d’argento, il David di Donatello per il miglior documentario e il premio Vittorio De Seta. Nel 2015 presenta il lungometraggio “Bella e perduta” al Festival di Locarno. A Venezia porta, attualizzandola, una storia liberamente tratta dal romanzo di Jack London. Si narra di un proletario napoletano, interpretato da Luca Marinelli, che, studiando da autodidatta cerca di riscattarsi dalla sua condizione, entrando in un ambiente borghese dove si innamora di una ragazza, ma sente anche di stare tradendo le sue origini. 

David Michôd è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e attore australiano, nato nel 1972. Dopo diversi documentari selezionati e premiati, nel 2010 realizza il suo primo lungometraggio, “Animal Kingdom” , che ottiene un ottimo riscontro della critica e fa incetta di premi in tutto il mondo. Presenta un film ispirato all’Enrico V di Williamun  Shakespeare, che racconta le gesta e la vita del giovane e ribelle principe inglese, interpretato da Timothée Chalamet. “Mi entusiasmavo all’idea di ritrarre il Medioevo – con le sue ombre, la sua brutalità, la precarietà tra la vita e la morte, il suo misticismo – in modo crudo e umano allo stesso tempo”.un medioevo personale privo di retorica e che spiegasse come la guerra “emerge dalle paludi del potere e della paranoia, dell’avidità e dell’arroganza, della paura e della famiglia”. 

Scena dal film Martin Eden

Peter Mackie Burns è un regista inglese del 1967. Ricordiamo il film “Milk”, che ha vinto diversi premi , tra cui l’Orso d’oro per il miglior cortometraggio al Festival del cinema di Berlino nel 2005. Nel film veneziano narra della crisi di un ultra quarantenne che ha perso il padre, figura dominante e non riesce ad essere adeguato per il figlio né comunicativo con la moglie. Nell’incontro sessuale con un giovane uomo che  si prolunga in un’infatuazione riesce a ritrovare l’ accettazione di sé. 

Sanal Kumar Sasidharan è un regista e poeta indiano del 1977,  premiato in vari festival internazionali. Nel film che presenta oggi si portano in scena le problematiche dei rapporti di genere in una società dove prevale la convinzione che l’uomo abbia un diritto acquisito sulla donna. Un trio composto da due giovani amanti e dall’arcigno capo di lui si reca in città all’insaputa della madre di lei. Perdendo la nozione del tempo nella metropoli, passano la notte in un motel dove comincia l’incubo. 

Infine, Jan Komasa é un regista, sceneggiatore e produttore polacco del 1981, noto per aver diretto i film “Suicide Room” (2011), “Varsavia 44” (2014). I suoi film sono stati premiati a Cannes, Berlino , Venezia. Nel film odierno si racconta del giovane Daniel che si avvicina alla religione mentre è ospite di un centro di detenzione minorile. Dopo aver lasciato la struttura, finisce in una piccola città, dove stringe amicizia con un prete locale. Durante l’improvvisa assenza dell’uomo, Daniel si finge sacerdote e introduce alcuni controversi insegnamenti. La situazione sarà destinata a complicarsi quando alcune persone del suo passato giungeranno sul posto. 

(Caterina Grazioli)