Maurizio Landini alla festa della Cgil a La Tozzona

Imola. Bisogna andare alla festa della Cgil vicino al Centro sociale La Tozzona per ascoltare qualcosa, anzi molto, di sinistra detto dal segretario nazionale Maurizio Landini che parte subito in quarta: “Il primo tema da affrontare è quello delle diseguaglianze, il 50% delle ricchezze è in mano a meno del 10% degli italiani, dunque a questi ultimi si può e si deve chiedere di essere solidali e dare di più per gli investimenti necessari al Paese: tranquilli, non diventeranno poveri”.

Poi, il segretario nazionale fa un passaggio significativo sul premier reincaricato Giuseppe Conte: “Non è compito dei sindacati scegliere il presidente del Consiglio, registro però che Conte ha fatto un atto di coraggio nel non accettare di dimettersi davanti alle richieste di Matteo Salvini e di rivendicare che fosse il Parlamento a decidere e verificare se esistesse o meno un’altra maggioranza. Questo è l’ABC della democrazia, della Costituzione, del resto nessuno aveva votato per un governo fra Movimento 5 stelle e Lega come nessuno ha votato per uno M5s-Pd-LeU, ma ricordiamoci che siamo una Repubblica parlamentare e noi cittadini eleggiamo i parlamentari, non i governi. Inoltre Conte è stato il primo premier dopo parecchi anni (tiratina di orecchi anche al Pd, ndr) che ci ha convocati per cercare di portare a termine una legge di Stabilità possibilmente condivisa. Ci aveva convocato anche Salvini al Viminale, c’erano 43 associazioni di imprenditori che hanno parlato a lungo, poi a Cgil Cisl e Uil hanno dato tre minuti a testa. La seconda volta la Cgil non c’è più andata. Detto ciò, nel nuovo programma di governo non ho visto una riga sulle pensioni né sui contratti nazionali, speriamo se ne siano dimenticati e rimedino, se no torneremo a riempire le piazze per protestare in modo unitario.Voglio sottolineare che il Jobs Act prevede che in caso di licenziamento ingiusto l’imprenditore possa cavarsela dando un po’ di soldi al licenziato, ma le persone non possono essere una merce da comprare o vendere. E se uno governa 5 anni e dimezza i voti, non può dire che la gente non l’ha capito (altra stilettata al Pd, ndr)”.

E giù una montagna di applausi da un pubblico di circa 500 persone con prevalenza netta, purtroppo, di capelli bianchi.

“Ma anche noi del sindacato dobbiamo cambiare – continua come un fiume in piena Landini -. Non possiamo stare in ufficio ad aspettare che le persone vengano da noi. Dobbiamo essere nei posti dove ci sono ingiustizie, sono andato di notte a Novara a vedere dei ‘caporali’ che prelevavano povera gente per sfruttarla sul lavoro. E ieri a Vicenza una lavoratrice del comparto pulizie mi è venuta a parlare con la mascherina e gli occhiali per non farsi riconoscere, le hanno detto che se parla con il sindacato la licenziano”.

Il segretario Cgil chiude con una questione fondamentale: “Stiamo mettendo a repentaglio la vita del pianeta, lo scorso anno si è prodotto meno di quanto consumato. Bisogna decidere cosa produrre e con quale sostenibilità ambientale, con quale inquinamento. Anche noi del sindacato non possiamo esimerci da un tema così importante”.

Fra i tanti presenti, oltre all’intramontabile Giorgio Marabini, all’on. Daniele Montroni e agli ex assessori Raffaella Salieri e Valter Attiliani, c’erano pure tre rappresentanti del gruppo consiliare Pd: Roberto Visani, Fabrizio Castellari e Giacomo Gambi. Speriamo abbiano tratto giovamento dalle parole di Landini.

Segui il programma della festa >>>>

(Massimo Mongardi)