L’assessora alla Scuola Claudia Resta

Imola. L’Amministrazione comunale ha approvato la convenzione tra il Comune e i gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private imolesi per il triennio 2019/2022. La convenzione, che è eventualmente prorogabile per un altro anno, viene applicata a sette strutture, che risultano in possesso dei requisiti di legge relativa alla parità scolastica, che in totale ospitano 504 utenti. L’importo a sezione è di 19.100 euro annui, che è rimasto invariato rispetto alla precedente convenzione.

In totale sono 1.711 i bambini e le bambine iscritte alla scuola dell’infanzia nell’anno scolastico 2019/2020, di cui nelle strutture comunali 586 (in 7 scuole e 23 sezioni); 621 in quelle statali (in 8 scuole e 27 sezioni) e 504 in quelle private paritarie (in 7 scuole e 20 sezioni).

“Siamo soddisfatti dell’accordo trovato con i gestori delle scuole private parificate, che ci ha consentito di rafforzare il ruolo della Commissione tecnica per verificare l’applicazione della convenzione stessa” dichiara Claudia Resta, assessore alla Scuola.

Perché la convenzione – La nuova convenzione è stata approvata sulla base di alcuni punti fermi che caratterizzano la realtà imolese. In primo luogo “preso atto che sul territorio comunale si è da tempo consolidato un sistema di scuole dell’infanzia facenti capo allo Stato, al Comune di Imola e a soggetti privati convenzionati fino dal 1998, che hanno instaurato reciproci rapporti di collaborazione, determinando un innalzamento della qualità dei servizi forniti” è specificato nella delibera con la quale la giunta comunale ha approvato la nuova convenzione. Va poi riconosciuto che “tale sistema consente la copertura delle domande di iscrizione alle scuole dell’infanzia” e che “le scuole dell’infanzia private paritarie concorrono a integrare il sistema scolastico e formativo locale”. La delibera ribadisce inoltre che “i gestori delle stesse scuole dell’infanzia hanno ottenuto il riconoscimento della parità scolastica, a norma della legge 10 marzo 2000 n. 62”. La convenzione chiarisce inoltre che “i gestori delle scuole dell’infanzia private paritarie si impegnano a: collaborare per lo sviluppo del sistema cittadino delle scuole d’infanzia, concorrendo alla programmazione del servizio integrato locale, promuovendo lo sviluppo della qualità dell’offerta educativa e garantendo le quote di servizio erogate, per mantenere costante il livello di generalizzazione del servizio stesso; accogliere tutti i bambini in età, coerentemente con quanto previsto dalla normativa vigente in materia, senza discriminazioni di sesso, etnia, cultura, religione”.

Le novità della convenzione per il triennio 2019/2022 – Le novità più sostanziali riguardano il rafforzamento dei criteri di trasparenza nelle modalità di iscrizione e sui costi delle rette ed un più esplicito ruolo di verifica da parte dell’apposita Commissione Tecnica di verifica e sviluppo.

Sul fronte delle iscrizioni, infatti, la convenzione prevede che “modalità e criteri devono sempre e comunque soddisfare pienamente il requisito della trasparenza e devono altresì contemplare la redazione di una graduatoria pubblica delle domande accolte. I criteri e le modalità adottate dovranno inoltre essere inseriti nella Carta dei Servizi. Il Comune e gli Enti Gestori delle scuole dell’infanzia private paritarie si impegnano, inoltre, ad uno scambio di informazioni utili al monitoraggio della situazione complessiva relativa all’accoglienza dei bambini presso le scuole dell’infanzia del territorio comunale, al fine della messa in rete dell’offerta e di un orientamento delle domande degli utenti”.  L’obiettivo è quello di collaborare “al tendenziale azzeramento delle domande in lista di attesa attraverso iniziative finalizzate a favorire l’accesso delle famiglie interessate a fruire dei posti eventualmente vacanti all’inizio e nel corso dell’anno scolastico di riferimento”.

Per quanto riguarda i costi delle rette di frequenza, la convenzione prevede che “i gestori delle Scuola dell’infanzia paritarie private si impegnano a comunicare ai competenti uffici comunali il costo effettivo del Servizio, eventualmente distinto per fasce orarie di utilizzo, compreso di eventuali costi di iscrizione, caparre o altri oneri aggiuntivi a carico dei fruitori”. La comunicazione deve avvenire “entro la data di pubblicazione dei bandi di iscrizione unitamente al contestuale impegno da parte degli stessi Gestori a non apportare modifiche, al costo stesso, per l’intero anno scolastico di riferimento”.

Infine, viene rafforzato il ruolo dell’apposita Commissione Tecnica di verifica e sviluppo che ha il compito di “verificare l’applicazione della presente convenzione garantendo uno scambio reciproco di informazioni, pareri e valutazioni sulla realtà delle scuole dell’infanzia del territorio”. La commissione, inoltre, può “proporre iniziative di qualificazione del sistema dei servizi per l’infanzia e avanzare proposte sulle modalità di rinnovo della convenzione”. La convenzione, infine, stabilisce che la Commissione Tecnica si occupi di “verificare la rispondenza della convenzione ai principi, requisiti e presupposti alla base della sua adozione, unitamente alla coerenza con i bisogni sociali delle famiglie del territorio”.