Il sindaco Luca Albertazzi seduto sulla panchina scolpita dall’artista Roberta Lippi nel cortile della Rocca di Dozza

Dozza. Il titolo della 27esima edizione del Muro Dipinto #EmozioniUrbane, è un ottimo augurio. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte e dal Comune, ha preso il via il 9 settembre con l’inaugurazione alla Rocca sforzesca, alla presenza di artisti, membri della Commissione Inviti, autorità e rappresentanti delle istituzioni.

“Come sindaco e abitante di Dozza sono lieto di dare il benvenuto agli artisti della XXVIII Biennale del Muro Dipinto – ha commentato il primo cittadino Luca Albertazzi -: la storia di questa manifestazione parla la lingua dell’accoglienza, dell’ospitalità e della condivisione da parte dei nostri cittadini nei confronti degli artisti e dei tanti turisti che ogni volta vengono a vedere il borgo con le nuove opere. Come cittadino, sono felice di vedere un programma ricco di eventi collaterali e importanti momenti di approfondimento che proiettano lo sguardo tanto sulla storia del Muro, con le visite guidate e l’apertura del Centro di Documentazione, quanto verso il presente e il futuro, con l’incontro dedicato al 50esimo  anniversario dell’allunaggio: un ottimo modo di interpretare il concetto chiave di questa edizione, le #EmozioniUrbane. Grazie alla Fondazione Dozza Città d’Arte, alla Commissione Inviti e a tutte le persone che hanno dato il massimo per questa edizione”.

“Una manifestazione come la Biennale del Muro Dipinto – ha commentato la presidente della Fondazione Dozza, Simonetta Mingazzini – può essere organizzata solo grazie a un grande lavoro corale. Senza la sinergia, che abbiamo visto nascere anche quest’anno, fra Amministrazione comunale, archivisti, commissari e artisti, nulla di quanto vedremo questa settimana sarebbe potuto accadere. La Biennale non è un evento come tanti altri: il Muro Dipinto è la storia di Dozza, del suo vissuto più profondo, è letteralmente parte della città. La sfida è grande ma siamo convinti che il risultato sarà all’altezza di questo stupendo museo a cielo aperto dove abbiamo il dono di vivere e lavorare”.

Presenti al debutto della Biennale, come da tradizione, anche gli artisti protagonisti dell’edizione 2019, che saranno impegnati per tutta la settimana a realizzare le proprie opere en plein air sotto lo sguardo dei cittadini e dei turisti. Cinque di loro si dedicheranno al borgo di Dozza: Giovanni Fabbri sarà impegnato in via XX settembre, a poca distanza da Luigi Allegri Nottari, all’opera nel vicino Vicolo Campeggi. Flavio Favelli sarà al lavoro in via Calanco, mentre Alberto Goglio si dedicherà ad un muro in via De Amicis. Il cortile di ingresso alla Rocca ha inaugura già l’opera di Roberta Luppi, una scultura imponente funzionale anche ad essere utilizzata come panchina dai visitatori che è stata realizzata con la modalità delle fluttuazioni delle maree sempre nel segno dei 50 anni dalla scoperta della luna. A Toscanella, sul muro della Cassa di Risparmio di Imola – Banca Bpm, si potrà invece ammirare la creazione di Ferrante Giovannini.

“Storia e futuro, tradizione e sperimentazione: la Biennale è la sintesi di contraddizioni spesso solo apparenti – commenta Francesca Grandi, membro della Commissione Inviti e consigliere della Fondazione Dozza -: le opere degli artisti selezionati ci donano la possibilità di riflettere su tematiche sempre più attuali e di partecipare attivamente al dibattito culturale. A Dozza la storia prende vita sui muri e nel farlo ci permette di migliorarci continuamente, cercando nuove soluzioni a problemi conservativi e di restauro, di arredo urbano e di riqualificazione del tesoro che, nel corso degli anni, è andato accumulandosi in città. Passato, presente e futuro coesistono nel cuore della Biennale”.