Non sopporto i marpioni di ieri che oggi le giovani definiscono bei manzi. Adescano, adocchiano, fingendosi un po’ genitori e un po’ educatori e perché no, fratelli maggiori. Indossano giacche sportive, camicie aperte e collane etniche al collo e mille bracciali ai polsi con un rolex tarocco. Con un ricco apericena e una gita su di una macchina sportiva, gettano la loro tela di ragno sulla giovane fragile bellezza che, quando si sveglia dall’intrico del pathos, non riconosce più le sue lenzuola di casa. E piange, piange della sua acerba bellezza ingannata da una pelle cotta, il cui odore non vorrebbe più sentirsi addosso.

 

All’elzeviro, postilla dovuta
Studenti universitari mi fanno notare una mia grave inesattezza nell’aver identificato il marpione di ieri con il bel manzo di oggi. Accostamento, a dir loro, pindarico! Mi riferiscono pure che il bel manzo non è un aspetto caratteriale, ma una dote prettamente fisica, piantata e palestrata. Tuttavia il mio dire era legato alla prestanza che si prefigge come scopo la soddisfazione in sé (nel bel manzo di oggi) e la soddisfazione in sé vincendo l’approccio sugli altri (nel marpione di ieri).

(Sante Boldrini)