Imola. Domenica 22 settembre alle 17.30, il professor Roberto Balzani, presidente dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, inaugura i restauri della settima sala dell’appartamento verde del museo Diocesano, la Wunderkrammen, e dell’annesso terrazzo/giardino pensile.

L’apertura di questo nuovo spazio – impiegato un tempo come cucina e, successivamente, come magazzino – oggi completamente rinnovato a cura del Museo diocesano, amplia ulteriormente la fruizione della superficie adibita a museo all’interno del palazzo vescovile: museo diocesano, chiostro, cortile d’onore, lapidarium e Museo delle carrozze divengono così un polo culturale unitario di grande suggestione a servizio dell’intera comunità cittadina.

Il cardinale Giacomo Giustiniani (vescovo di Imola dal 1826 al 1832) fece aggiustare le retrocamere dell’appartamento nobile e fece anche eseguire lavori alle stanze degli ospiti verso il giardino, che portano nei soffitti il suo stemma. A lui si devono le delicate tempere di gusto neoclassico, parte in policromia parte a monocromo, che ornano i soffitti di sei delle sette sale dell’appartamento verde (la V e la VI sono state totalmente restaurate ed aperte al pubblico nell’autunno del 2016).

Con il restauro di quest’ultima sala – la VII – di dimensioni certamente ridotte e più “rustica” (non presenta decorazione alcuna sul soffitto in arellato, poiché originariamente nata con funzione di servizio alle altre sei costituenti l’appartamento Giustiniani vero e proprio) rispetto alle altre che la precedono, si completa così definitivamente la sistemazione e l’apertura al pubblico non solo dell’intero appartamento verde, ma anche di tutti gli spazi al piano nobile del palazzo vescovile occupati dal Museo Diocesano, che passa da quindici a sedici unità allestite e aperte al pubblico.

Per l’occasione, alle 21 di domenica 22 settembre, si esibirà per l’Emilia Romagna festival l’Ensemble Strumentale Recondite Armonie, quintetto di fiati formato da Fulvio Fiorio al flauto, Bruno Righetti al clarinetto, Massimo Mondaini al corno, Fabrizio Oriani all’oboe e Paolo Carlini al fagotto, tutti musicisti di elevatissima caratura e di fama internazionale, docenti in vari conservatori italiani. In programma il “Chorale St. Antony” di Haydn, un divertimento destinato alle serate all’aperto della corte del principe Esterhàzy nella Vienna di fine ‘700, il Quintetto n.1 in si bemolle maggiore di Cambini, prolifico compositore della Parigi galante dallo stile affascinante e brillante, la Kleine Kammermusik n.2 del neo-classico Hindemith.