Da sinistra, Evaristo Campomori, Fabio Bacchilega, Lucia Valtancoli e Massimo Menetti

Imola. Sarà dedicato al ricordo di Bona Sandrini il convegno “Demenza: percorsi insieme” che si terrà il 27 settembre alla sala Bcc (ex cinema Centrale) a partire dalle 8.30 fino alle 13 circa. L’incontro si svolgerà nel mese delle iniziative dedicate all’Alzheimer, una malattia purtroppo in crescita come tutte le demenze senili. A tal proposito, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega ha ricordato che “la Fondazione, con uno dei massimi esempi in Italia di sensibilità al tema di questa malattia che si inserisce fra le demenze, costruì dal nulla la Casa Alzheimer. Fra due settimane, cominceranno i lavori per la realizzazione di due parcheggi di fronte alla Casa Alzheimer che si concluderanno nel giro di qualche mese. Come sempre, appoggiamo il convegno per il rapporto continuativo che abbiamo da anni con l’associazione Alzheimer”.

Lucia Valtancoli, che è sempre stata molto attiva nell’aiuto a coloro che sono ammalati di Alzheimer e alle loro famiglie, ora ha raccolto di nuovo il testimone della Sandrini e sottolinea che “non bisogna mai abbassare la guardia. Già abbiamo due domeniche al mese nelle quali è aperto il Centro diurno per dare sollievo e un po’ di tempo libero ai familiari che possono avvalersi pure del Caffè Alzheimer, ma dobbiamo guardare avanti. Il convegno del 27 settembre sarà un momento importante per gli interventi di Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia, di Andrea Fabbo, direttore dei Disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl di Modena e di quelli dei professionisti della nostra azienda Ausl”.

Il responsabile della Geriatria ospedaliera-territoriale dell’Ausl di Imola Massimo Menetti ha spiegato come “la Casa Alzheimer sia diventata molto innovativa per valutare i disturbi comportamentali. Ricordiamoci che l’Italia è la prima in Europa come incremento esponenziale delle’aspettativa media di vita, ma non della vita in salute. Quindi, più aumentano i pazienti cronici, più aumenta la carenza di risorse. La demenza pesa economicamente sulle famiglie e solitamente il ricovero in ospedale peggiora i pazienti. L’utilizzo di farmaci cresce con l’epidemia di pazienti cronici da deterioramento cognitivo, dunque siamo in una situazione delicata con il rapporto fra ultrasessantacinquenni e minori di 14 anni che sta crescendo anche nei primi sei mesi di quest’anno rispetto al 2017 e al 2018. Bisogna assolutamente migliorare l’integrazione ospedale-territorio”.

Il convegno, oltre agli addetti ai lavori, è aperto ai cittadini interessati.

(m.m.)