Dozza. Cala il sipario fra gli applausi per la XXVII Biennale del Muro Dipinto. Pubblico numeroso quello che tributa l’omaggio alla manifestazione del borgo ai piedi dell’Appennino: complice un clima davvero ideale e un cartellone di eventi e attività ricco e variegato, i turisti e gli appassionati d’arte hanno letteralmente affollato Dozza durante tutta la settimana del Muro. Sono oltre 1100 i visitatori che sono andati alla scoperta della Rocca e delle sue meraviglie, a partire dalle mostre che, durante tutta la settimana, hanno accolto un flusso costante di pubblico. A questi si aggiungono le centinaia che hanno partecipato alle attività organizzate dalla Fondazione Dozza Città D’Arte (in più casi andate letteralmente sold out) e che si sono assiepati ai numerosi eventi dedicati allle #EmozioniUrbane, all’anniversario dell’allunaggio e a diversi temi di grande attualità.

“Siamo molto soddisfatti per i risultati di questa XXVII Biennale del Muro Dipinto – spiega la presidente della Fondazione Dozza Città D’Arte, Simonetta Mingazzini -: quella che si è chiusa domenica, con il borgo letteralmente affollato di turisti, è stata un’edizione particolarmente ricca dal punto di vista dell’offerta complessiva. Oltre alle opere, vere protagoniste della settimana dozzese, sono andati in scena ben 13 eventi tutti caratterizzati da un’altissima partecipazione di pubblico a cui si sono affiancate 5 attività e tre mostre visitabili all’interno della Rocca: un cartellone che ha attirato nel borgo un importante flusso turistico. Si tratta, indubbiamente, del successo di un grande lavoro corale fra la Fondazione Dozza Città d’arte, l’Amministrazione comunale e il prezioso contributo di tante associazioni e volontari: una sinergia vincente che ha permesso di dare vita a una settimana all’insegna dell’arte. Domenica, nella giornata di chiusura della Biennale, Dozza era davvero piena di turisti: è stato il coronamento di un sogno nato nel 2014 quando ha preso il via questa gestione. In passato la Rocca era decisamente meno valorizzata e il nostro obiettivo era quella di renderla un luogo vivo e ricco di attività: ieri ho visto questo sogno tramutarsi in realtà. L’obiettivo ora è quello di continuare a impegnarsi per sviluppare la presenza dei turisti in ogni periodo dell’anno. Penso che questa Biennale dimostri che siamo sulla strada buona”.

 Il commento della Commissione Inviti – Di alto livello, naturalmente, la proposta artistica: le opere realizzate dagli artisti selezionati dalla Commissione Inviti rappresentano una preziosa aggiunta al museo a cielo aperto che si dipana per le vie e sui muri di Dozza e Toscanella: “Quest’edizione della Biennale del Muro Dipinto – spiega Claudio Spadoni, storico dell’arte, docente dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e membro della Commissione Inviti – ha presentato una gamma di proposte molto interessanti: si va dal recupero di motivi locali a tematiche d’attualità, fino ad interventi ancor più proiettati nel mondo dell’arte attuale come l’opera di Flavio Favelli. Abbiamo ospitato presenze di grande prestigio che confermano l’attrattiva che il Muro Dipinto continua a esercitare anche oggi, sulla scia dei grandi nomi che, in passato, si sono cimentati sui muri di Dozza. Ogni artista, selezionato non certo per rispondere a mode o trend, ha mostrato un’individualità personale e artistica molto spiccata dando vita, collettivamente, a una campionatura molto diversificata dell’arte della decorazione muraria, una pratica con origini antichissime che è tornata ad avere un grande successo sia critico che mercantile, a partire dalla fine degli anni Settanta. Quello che mi ha colpito maggiormente, tuttavia, è stato l’aspetto umano e sociale di questa manifestazione: ho visto crearsi situazioni e rapporti impensabili in luoghi più convenzionali dell’operare artistico. Sono nate amicizie fra persone che non si conoscevano, quasi una rarità in un ambiente caratterizzato da una forte concorrenza. Invece, in questo piccolo centro ai piedi dell’Appennino, si è sviluppata un’atmosfera accogliente e quasi familiare che ha coinvolto tutti: dagli artisti, agli organizzatori, al pubblico, coinvolto e partecipe come di rado mi è accaduto di vedere in altre manifestazioni”.

Un giudizio marcatamente positivo a cui fa eco quello della critica d’arte e giornalista Sabina Ghinassi, anch’essa membro della Commissione Inviti: “Questa XXVII Biennale è stata caratterizzata da una grande ricchezza a livello di linguaggi, espressione della complessità e la pluralità di sguardi che caratterizzano l’arte contemporanea. A opere più vicine al linguaggio tradizionale, alla visione tradizionale legata al paesaggio, prossime alla pittura di stampo realista, si accompagnano quelle realizzate da altri artisti con un linguaggio più prettamente contemporaneo. Dozza, in questo senso, è unica: forte di un’identità del tutto particolare che si lega al passato, rappresentato da un’avventura cominciata tanti anni fa, storicizzata e legata a modalità di fare arte del passato, riesce tuttavia a rinnovarsi, a seguire i tempi, accoglierli e raccontarli”.

 Appuntamento a FantastikA 2020 – Storicamente organizzata nella terza settimana di settembre degli anni dispari, dal 2014 la Biennale del Muro Dipinto si alterna, negli anni pari, all’evento “FantastikA”, ideato da Ivan Cavini e dedicato ad esperienze, dibattiti, performance e mostre sul genere fantastico. Appuntamento già fissato, quindi, per il 26 e 27 settembre 2020, nel borgo. Il Muro Dipinto tornerà invece nel settembre 2021 per la XXVIII Biennale.