Da sinistra Marco Gasparri, Mario Tubertini e Vilma Valmori, Gianni Peroni e Andrea Rossi Vilmori

Imola. Il Piano triennale degli investimenti del Montecatone Rehabilitation Institute è formato da otto punti strategici: multidisciplinarità professionale e lavoro in team, costruzione di reti e partnership con università e istituti, regioni, ministero, associazioni territori; centri di ricerca, centri formativi, produttori tecnologie, editori, istituzioni; attività di ricerca e produzione scientifica; innovazione tecnologica e robotica; rafforzamento struttura finanziaria; comfort ambientale e qualità assistenziale; Welfare aziendale e Valorizzazione delle risorse umane.

Per ciascuno di essi, è stato spiegato, sono state definite azioni specifiche e sviluppati quattro progetti operativi che avviano in concreto la realizzazione del Piano Strategico.

Sviluppo delle attività di ricerca – Previsto un autofinanziamento di 830mila euro in tre anni da destinare agli investimenti necessari in risorse umane e tecnologiche. L’attuale infrastruttura per la ricerca e l’innovazione aziendale verrà potenziata con l’istituzione di un board multiprofessionale per la ricerca. Si procederà successivamente alla selezione dei nuovi progetti proposti dai professionisti di MRI attraverso la partecipazione a un bando interno.

Acquisizione Tac e Risonanza Magnetica – L’obiettivo primario del progetto è qualificare la risposta clinica e assistenziale della struttura, evitare il disagio del trasferimento in ambulanza dei degenti verso la sede ospedaliera di Imola per esami programmati e consentire la gestione in sede alle urgenze cliniche che necessitano di un inquadramento diagnostico radiologico. Gli oneri di allestimento dell’area attualmente al grezzo sono stimati in circa 500mila euro a cui aggiungere il costo per l’acquisizione e la manutenzione delle macchine RM e TAC. Conclusione dei lavori di ristrutturazione e di acquisizione macchine nel primo semestre 2020.

 Adeguamento Area Critica, Piattaforma Ambulatoriale e Palestra tecnologica – Potenziare le attività diagnostiche e terapeutiche complesse rivolte ai degenti e ai pazienti esterni, superare l’attuale frammentazione degli spazi dedicati alle attività specialistiche in diversi piani e aree di MRI migliorando l’organizzazione del lavoro e le risposte assistenziali. Migliorare i requisiti strutturali per degenze e ambulatori specialistici.

Area Critica – È terminato il completamento dell’allestimento delle nuove aree di degenza e trasferimento nella nuova sede delle degenze sub intensive nei locali complanari e adiacenti alla degenza intensiva. Piattaforma Ambulatoriale: gli spazi collocati al secondo piano lasciati liberi dalla degenza semintensiva saranno destinati alla piattaforma ambulatoriale che prevede la realizzazione in questa sede anche di un ambulatorio chirurgico: lavori di ristrutturazione da concludersi entro dicembre 2019/febbraio 2020. Ridistribuzione attività sanitarie e amministrative: Le attuali esigenze assistenziali e il possibile sviluppo di nuove attività rivolte ai pazienti rendono necessario un ripensamento delle destinazioni d’uso degli ambienti e lo sviluppo di ipotesi di ristrutturazioni per ampliare le aree utilizzabili. Progetto e piano degli investimenti: entro fine 2019.

 Welfare Aziendale – Molteplici gli obiettivi: aumentare la conciliazione del tempo lavoro-famiglia e migliorare il benessere del personale, aumentare la soddisfazione del dipendente e la competenza del personale, incentivare le opportunità dei dipendenti e costruire un piano welfare come sostegno economico aggiuntivo per i dipendenti e le loro famiglie. Il processo di definizione delle iniziative di welfare andrà strutturato partendo dall’analisi dei reali bisogni individuando le aree di intervento o di miglioramento dei servizi già in uso, valutando le proposte e calcolando i vantaggi effettivi per l’impresa derivanti dalle agevolazioni fiscali. A tal fine si prevede di implementare il Piano Welfare di MRI dal 2020.

Sul futuro dell’ospedale sulle colline imolesi si è soffermato anche il direttore generale dell’Azienda Usl di Imola, Andrea Rossi, secondo il quale “per realizzare alcuni degli obiettivi iscritti nel Piano c’è bisogno di portare a convergenza le migliori energie; si apre ora una nuova stagione con alcune questioni da dirimere tra cui l’assetto societario. Un abito giuridico sbagliato può infatti impedire il conseguimento di alcuni target, a distanza di dieci anni dall’ultimo Piano strategico è necessario analizzare le migliori condizioni di contesto e poi procedere”.