La sindaca Manuela Sangiorgi

Imola. Dunque, al termine di un consiglio comunale dove si sono registrati episodi vergognosi dopo le dure critiche di sei consiglieri del M5s alla sindaca e della sua giunta, Manuela Sangiorgi ha deciso per il momento di rimanere al suo posto conquistato con le storiche elezioni del 24 giugno 2018. E ciò è legittimo e importante.

Naturalmente, d’ora in poi dovrà fare i conti con i “ribelli” pentastellati. Come ha detto il “grande vecchio” (per mandati fatti) del consiglio comunale, il capogruppo di Patto per Imola Giuseppe Palazzolo “la sindaca ha ricevuto un avviso di garanzia politico, lei può stare al suo posto perché eletta dalla maggioranza dei cittadini e tutti i consiglieri comunali per lo stesso motivo. Vedremo nel tempo se sarà coraggiosa a rimanere (e a mediare un po’ di più, ndr), oppure se sarà messa in minoranza su provvedimenti importanti come il bilancio e dovrà andarsene a casa”.

I numeri infatti, in consiglio comunale sono cambiati. Il gruppo M5s è formato da otto “lealisti” più la sindaca che vota, ovvero la presidente del consiglio comunale Stefania Chiappe, Simone Righini, Stefano Buscaroli, Federica Boccia, Valerio Giovetti, Andrea Cerulli, Umberto Mingotti ed Elena Piancastelli mentre coloro che si sono dimessi da tutti gli incarichi ma restano nell’aula di piazza Matteotti sono Fabrizio Favilli, Valeria Basile, Massimo Vasselli, Lorenza D’Amato, Annalisa Roda ed Ermete Guerrini. Oltre a ciò, ci sono 5 consiglieri del Pd in opposizione, Palazzolo e Carmela Cappello in due monogruppi e la Lega che è passata da due a tre consiglieri con Fabiano Cavina che è uscito dal M5s. Quindi non basta più la maggioranza dei lealisti più la sindaca.

Intanto, è bene sfatare alcuni tabù del Movimento. Non è vero che “Uno vale uno” poiché finora la sindaca ha deciso tutto da sola coadiuvata da pochi fedelissimi e non è vero che il Movimento non sia né di destra né di sinistra poiché, visto che non sono ragazzini ma adulti da tempo, i consiglieri, gli assessori e la sindaca hanno votato in passato più volte a destra, al centro o a sinistra. E hanno, come è normale,  sensibilità diverse che magari si sono in parte acuite con il cambio di maggioranza in Parlamento a Roma.

Citiamo alcuni dei temi che si possono guardare da posizioni diverse espressi ieri dai cosiddetti “ribelli” che sostengono di essere rimasti fedeli al programma elettorale. Il primo: “Promesse sull’ambiente e sulla sicurezza, veri cavalli di battaglia della nostra campagna elettorale, e fondamenta portanti del Dup depositato in Comune successivamente all’insediamento. In tema di ambiente si è vista la giunta disperdere il programma in cui c’era la costituzione di un’azienda in house, sul modello di Forlì. Il secondo: “Si sono passato mesi con una situazione indecente del Verde pubblico, ridicolizzando la città con uno spettacolo osceno, nonostante fin dal 2018 alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle avessero segnalato il problema, inascoltati. L’ex pretore Ezio Roi è stato costretto alle dimissioni da assessore senza essere mai andato in direzione opposta al programma. E’ stata promessa più sicurezza, e invece c’è gente in pieno centro storico che passeggia sulle auto in sosta, rave party fuori controllo per ore nei parchi cittadini durante la notte. Sono stati promessi dieci agenti in più nella polizia municipale, mentre al momento ci troviamo con sei in meno e senza neppure più il comandante”. Da sottolineare il terzo, l’autodromo: “Dove sono le rendicontazioni puntuali promesse al termine di ogni evento in autodromo? Ci auguriamo almeno che gli accordi portati avanti da Fabrizio Favilli, Massimo Vasselli e Maurizio Lelli con i promoter per i grandi eventi della prossima estate ancora da annunciare non siano stati toccati, e che quindi Imola possa godere nuovamente della ribalta che le compete, grazie al lavoro portato avanti nei mesi in cui la delega all’autodromo ed ai grandi eventi era curata in maniera seria e competente”. Cose importanti, insomma.

Cosa accadrà ora? Dall’alto del suo podio il king-maker Gabriele Betti, l’unico nel M5s imolese a conoscere personalmente assai bene i leader nazionali da Beppe Grillo a Luigi Di Maio, Paola Taverna, Danilo Toninelli e avanti di questo passo, su Facebook finge di minimizzare il tutto. Ecco le sue parole tenendo conto però che è da lungo tempo amico di Favilli: “Non capisco come si faccia a non saper dire (riferito ai ribelli, ndr): ‘saranno una garanzia per i cittadini, siamo sicuri che non vi deluderemo, saranno uno stimolo in più, siamo certi che ritorneranno ad occupare quei ruoli nelle commissioni, rispettiamo la loro scelta, mossa di coraggio e responsabilità perché consentono ad Imola di continuare ad essere 5Stelle, una sveglia utile e che sapremo cogliere, rispettiamo la volontà e vinceremo la sfida del programma elettorale che ci attende, può sembrare una divisione ma se ben compresa sarà la spinta che serve per crescere e migliorare. Potrei andare avanti per ore, di sicuro non mi vedrete difendere un torto per sostenere una ragione…Fermarsi e riconoscere l’assenza di gravità in ciò ch’è successo. Ripeto: accorgersi delle nostre debolezze, fermarsi e riconoscere l’assenza di gravità in ciò ch’è successo'”.

Accorgersi delle debolezze sarebbe cosa saggia, ma non si può dire altrettanto, ovvero che ci sia “un’assenza di gravità in ciò che è successo”. E’ molto grave. Cinque assessori a casa in un anno e mezzo significa peggiorare il record negativo del secondo mandato da sindaco di Daniele Manca.

Il posto lanciato oggi su Facebook dalla sindaca per ora non è rassicurante: “Desidero ringraziarvi per le centinaia di messaggi che mi avete inviato in queste ore. Ci tengo a rassicurarvi sul fatto che non intendo rassegnare le dimissioni. La volontà mia e dei membri della giunta è quella di continuare a lavorare per la nostra comunità, portando avanti quel programma votato dalla maggioranza dei cittadini. Ci possono essere divergenze e posizioni diverse, ma deve sempre prevalere il senso di responsabilità verso la comunità che rappresentiamo. Come giunta, continueremo a lavorare al fianco dei cittadini con impegno e coerenza, per migliorare la nostra città”.

Vedremo se d’ora in poi agirà da sindaca, confrontandosi sempre con tutti gli assessori, con i consiglieri comunali anche delle altre forze politiche diverse dalla sua e con i dipendenti comunali e del Circondario della quale è presidente. E si ricordi sempre di confrontarsi con i cittadini tutti, lo sportello “SindacAscolta” diventi nuovamente una sua priorità. O continuerà a pensare di essere una “Capitana”.

(Massimo Mongardi)