Abbiamo ricevuto questa lettera da un tifoso della Juventus e speriamo che le sue indicazioni siano seguite da altri autorevoli interventi.

Inutile girarci attorno: praticamente tutti gli stadi hanno le curve occupate dal tifo organizzato. Infatti sovente anche chi compra regolarmente il biglietto riesce ad ottenere il “permesso” di assistere alla partita dal posto di cui ha diritto. Si tratta di un fenomeno diffusissimo, in particolare ma non solamente, in Italia e non soltanto in serie A. Si tratta di una sorta di “sentimento di proprietà” creato ed utilizzato dalla criminalità organizzata, quasi sempre con la colpevole complicità delle società. Finalmente, però, qualcosa sta mutando, si creano anticorpi al malaffare diffuso. Infatti, grazie alla Juventus, una società che ha scelto di non continuare a subire ricatti e a sottostare a situazioni inaccettabili e ciò ha portato, dopo articolate indagini, all’arresto di 12 “tifosi”.  Si tratta di un forte segnale di legalità che non può che partire dai vertici delle società più importanti, con denunce che permettano di perseguire penalmente chi ha reso inospitali i nostri stadi. Occorre arginare i fenomeni di violenza e prevaricazione che in troppi casi hanno visto anche episodi luttuosi verificarsi sugli spalti degli stadi, che dovrebbero essere solo fonte di genuina passione sportiva. Occorre limitare i privilegi non dovuti, sanare dove possibile situazioni malate, senza scendere a patti con i malavitosi. In sostanza si tratta di scegliere inequivocabilmente la legalità, al posto del consenso se occorre. I ricatti, dalle richieste di biglietti omaggio, al pagamento delle trasferte degli ultrà, alle coreografie da far entrare illegalmente allo stadio vanno denunciati senza tentennamento alcuno e questo metodo dev’essere utilizzato da tutte le società sportive, ad ogni livello. Non è ulteriormente ammissibile che gli stadi vengano utilizzati da delinquenti che si spacciano per tifosi per alimentare traffici illegali, spaccio ecc. E i capi delle curve che si permettono questi atteggiamenti fanno palesemente parte di sistemi malavitosi ben più ampi, legati alla criminalità organizzata, da debellare con una forte collaborazione tra le società sportive e le forze dell’ordine. Pertanto l’operazione dei dirigenti della Juventus è apprezzabile, anche per la gravità dei capi d’imputazione (associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio, violenza privata); ora sarebbe grave, davvero imperdonabile se le altre società non seguissero questo esempio virtuoso, ma continuassero ad essere passivamente colluse con chi gestisce ed alimenta il malaffare.

(Un tifoso bianconero)