Michele Bulgarelli, segretario Fiom Bologna

Bologna. I metalmeccanici stanno preparandosi alla vertenza nazionale per il rinnovo del contratto e proprio per questo è utile fare un passo indietro e vedere quali sono stati fino ad ora i risultati delle vertenze aziendali che in passato spesso anticipavano i contenuti dei rinnovi nazionali.

Proviamo a raccontare questa vicenda con l’aiuto di Michele Bulgarelli, segretario della Fiom di Bologna.

“Partirei da una mappatura sulle vertenze aziendali. Da questa emerge che nelle aziende con almeno 100 dipendenti l’84% dei lavoratori ha un contratto aziendale (su 26000 persone. 22.000 hanno contratto firmato dalla Fiom). La seconda questione che abbiamo analizzato riguarda il peso salariale della contrattazione aziendale. Si arriva ad una media che nelle aziende con almeno 100 dipendenti si attesta a 5000 euro. Aggiungo poi che il 70% di questa cifra non tiene conto degli eventuali premi di risultato. Si tratta dunque di un risultato prezioso che noi dobbiamo difendere con determinazione. Interessante inoltre è che il 46% dei lavoratori nelle imprese con almeno 100 dipendenti vede retribuite le competenze professionali qualificanti.”

C’è qualche limite in questo quadro che a prima vista risulta molto confortante?
“Si, io credo che il nostro limite sia stato quello di non aver allargato il perimetro delle fabbriche che hanno un contratto aziendale; oggi siamo presenti dove lo eravamo storicamente. Qualche eccezione c’è stata ma il quadro di massima è quello che ho adesso richiamato.”

In ogni caso un buon risultato.
“Certo, anche favorito dal fatto che negli ultimi tre anni nel nostro territorio ci sono stati momenti di vera ripresa. Ora, però la situazione vede una fase recessiva, quindi gli ostacoli alla contrattazione aziendale saranno più robusti. Infine non va dimenticato che la nostra situazione non ha eguali a livello nazionale e le conseguenze si sono fatte sentire.”

In che senso?
“Nel resto del paese la contrattazione aziendale non è molto forte e quindi vediamo che nel rinnovo del contratto nazionale la centralità delle richieste è occupata dal tema salariale.”

Solo?
“No dentro la piattaforma abbiamo anche il rafforzamento dell’elemento perequativo a tutti i lavoratori che non hanno il contratto aziendale.”

Bologna ha in qualche modo anticipato i temi della vertenza nazionale?
“Facciamo una premessa, se in azienda non ottieni determinati risultati non puoi sempre sperare che il livello nazionale colmi questa debolezza; detto questo è vero che nella piattaforma si respira, sul tema del lavoro frantumato e diviso un’aria bolognese, è cioè l’allargamento di esperienze che qui sono in corso d’opera (le vecchie e nuove precarietà, la riunificazione del mondo del lavo sul tema appalti e subappalti fino all’alternanza scuola lavoro).”

Quindi come Fiom continuate sulla strada della riunificazione del mondo del lavoro.
“E’molto forte nelle nostre piattaforme aziendali e ormai anche le aziende sanno che questo è per noi un tema centrale: sotto lo stesso tetto condizioni di lavoro omogenee.”

E poi abbiamo il tema dei nuovi diritti: come entrano nella contrattazione di secondo livello?
“Prima di tutto va detto che si tratta di aggiornare ciò che esisteva alle nuove realtà sociali, Dal tema dell’orario di lavoro alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro: un esempio su tutti i permessi per le visite mediche. E non solo, ci sono esperienze nelle quali il lavoratore può autogestirsi una parte del tempo di lavoro (quando entrare e quando uscire). E parliamo di diritti non di benefit aziendali. Non dimentichiamo, per concludere, che a Bologna la contrattazione ha sempre spinto le aziende a crescere.”

(m.z.)