Da qualche mese su queste pagine trovate aforismi ed elzeviri. Il tutto è nato da una telefonata e presto si è trovato un accordo per ospitare su leggilanotizia le parole di Sante Boldrini. Sante lo conoscevo per i suoi libri, alcuni dei quali pubblicati dalla Bacchilega editore di Imola. Ma anche per la sua presenza su facebook e per il suo sito. Alcuni di voi hanno imparato ad apprezzarlo per ciò che scrive, ma cerchiamo di conoscerlo meglio.

Sante Boldrini

Sante! Il tuo scrivere “va in breve” e le mie domande cercheranno di fare altrettanto, dunque presentati…
“Sono bibliotecario c/o Biblioteca Centrale Roberto Ruffilli del Campus di Forlì, dell’Università di Bologna. Io scrivo da sempre o meglio da quando ho avuto consapevolezza del mio dono, sui vent’anni dopo il conseguimento del diploma di maturità agraria. Per così dire sono cresciuto a pane, patate e mortadella! A scuola mi son seduto più sui quattro scolastici, che sui sei. Il mio profitto scolastico è stato decisamente scarso! Poi, e c’è sempre un poi nella storia di ognuno di noi, ho iniziato a scrivere poesie… la prima fra tutte: Noi due… Uno scarabocchio nella mente di un pomeriggio fatto di curve calde più o meno combacianti. Solo molto più tardi, dal mio registro interiore, sarei sfociato nei miei amati aforismi. Scrittura che tutt’ora prediligo per il suo carattere esaustivo: conciso, essenziale e dirompente. Le tematiche da me trattate, sotto metafora e non, spaziano dalla natura mistica dell’uomo, ancorato alla radice del suo albero maestro, alla consapevolezza del suo Io sono, per non rischiare di vivere la vita d’altri”.

A come aforista! In che modo nascono i tuoi aforismi?
“Gli aforismi per loro costituzione arrivano all’orecchio dell’aforista! Sono corpo unico: fulminei, razionali e al contempo poetici. Ti interrogano quando ti spiazzano e all’appello non puoi essere assente ingiustificato. Mi sono scoperto aforista quando ho compreso e accettato che il mio dire si poteva determinare, risolvere ed esaudire in poche parole. Ricordo il mio primo aforisma esser stato: Io sono accasato nella filosofia come la tartaruga nel suo carapace”.

La scrittura è per pochi eletti! Come vivi lo scrivere?
“Ognuno deve seguire il proprio sogno nel dono che alla nascita ha ricevuto. Ecco che tutti in un certo modo siamo vocati a qualcosa di speciale… chi è bravo nel disegno, chi nel canto, chi in cucina, chi nei campi, chi in officina, chi nello sport, chi nelle scienze, chi nelle lettere, chi nei rapporti umani… Dunque, e qui lo so che posso sembrare impopolare, chi illude di poter insegnare l’arte dello scrivere, sa che recita un falso! A scuola impariamo l’abc della parola orale e della parola scritta… Tuttavia il valore aggiunto è un dono che ci è consegnato in un’inclinazione che ci viene naturale”.

Tra i tuoi libri qual è l’opera che ha risposto di più alle tue inclinazioni?
“Quella già scritta, ma non ancora pubblicata e che sa di poter godere di una lungimiranza nel suo spazio di lunga attesa. Quella che l’autore prepara molto tempo prima, perché, all’infervorarsi delle coscienze, non avrebbe il tempo di redigerla dopo. Ma per tornare all’opera già pubblicata, la mia prima raccolta di aforismi: Le parole che dicono e poi sicuramente Cip e il salice piangente. Favola in concorso al premio Gianni Rodari di Omegna, edizione 2019”.

Nel tuo argomentare ti sono cari: l’uomo nella consapevolezza del suo sé; l’uomo alla ricerca dell’io sono e l’universo bambino…
“Sì! Mi sono sempre posto questa domanda: ‘Come può l’uomo spiegare la sua natura utilizzando gli strumenti della cultura?’. A pensarci bene l’uomo vive in una situazione paradossale: più studia e più si allontana dalla sua verità! Perché la cultura principalmente è digressione, divagazione… ipotesi e ricamo! Donde l’uomo preso dall’azzardo delle sue velocità si separa dal suo più naturale baricentro emozionale. Uomo che si trova disperso nella macchia di un indistinto verde, colore che ancora non conosce. Dobbiamo dunque fare opera di riconoscimento per leggerci in chiaro. Sentire che, come stato di coscienza, non possiamo essere diversi da quello che effettivamente siamo. Anteporre alla geografia dello Stato, lo stato dell’essere! Mi chiedevi dei bambini, sono il nostro domani. Mi rivolgo a loro con le parole di sempre… con le parole che sanno di storia vera che matura in favola classica. Parole che indicano un possibile sentiero per ritornare a casa, lì da dove eravamo partiti prima di deciderci per un corpo che avrebbe dovuto sostenerci al compito della vita”.

I lavori di Sante
I libri: L’alluce di Dio (2001) per L’Autore Libri Firenze; Giralapagina edizioni. Sette libri di uno scrittore bambino a un editore (2015 – Bacchilega Editore, Imola); L’Essenza del Natale. Un’opera collettiva con un suo contributo per aforismi (2016 – Graphofeel edizioni, Roma); Le parole che dicono (2017 – Bacchilega Editore, Imola); La natura del verde (2018 – Bacchilega Editore, Imola); Cip e il salice piangente (2019 – Bacchilega Editore, Imola).

Il Blog: il tuono della luce (dal 2015).

Collabora con leggilanotizia.it. Collaborazioni meno recenti col quotidiano La voce di Romagna (pag. di Faenza) e col settimanale sabato sera di Imola.