imola CONSIGLIO SAO BERNARDO

Imola. Per il trentennale del Comitato Sao Bernardo, simbolo della solidarietà in salsa romagnola di Imola e Lugo e in ricordo di don Leo Commissari assassinato nella favela dell’Oleoduto, era necessario un consiglio comunale straordinario che si è tenuto il 25 settembre. In tali casi, oltre ai discorsi che sono stati di alto livello, è importante vedere le presenze e le assenze. Non c’era la sindaca Manuela Sangiorgi sostituita dal vice Patrik Cavina in fascia tricolore, mentre c’era quasi tutta la giunta.

Fra i banchi dei consiglieri comunali, solo cinque i pentastellati con la presidente Stefania Chiappe,  Stefano Buscaroli, Valerio Giovetti, Fabrizio Favilli ed Elena Piancastelli, assente la Lega a parte il neo-acquisto Fabiano Cavina, tutti e cinque presenti nel Pd così come Giuseppe Palazzolo e Carmela Cappello.

Fra le autorità civili e militari, segnaliamo il vescovo Giovanni Mosciatti e don Gigino Savorani, i già sindaci Marcello Grandi, Raffaello De Brasi e Massimo Marchignoli, l’on. Daniele Montroni e l’ex presidente della Sacmi (che tanto diede per i ragazzi di Sao Bernardo) Domenico Olivieri.

Il vicesindaco ha sottolineato “l’impegno che ci insegna ogni giorno sul campo Suor Daniela Bonello, presidente dell’associazione di promozione umana e riscatto della cittadinanza “Don Leo Commissari”, ente gestore del Centro di Formazione professionale “don Leo Commissari” a Sao Bernardo do Campo in Brasile. A lei ed altre, nostre, sorelle vogliamo indirizzare il ringraziamento più sincero così come è fraterno l’abbraccio che riserviamo a tutti i missionari impegnati in questo grande sogno di pace, armonia e serenità.  Donne e uomini che mettono ogni giorno a repentaglio la propria vita come ci rimanda il commosso ricordo ed il sacrificio di Don Leo Commissari, ucciso con tre colpi di arma da fuoco nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno 1998 a Sao Bernardo in una “favela” alla periferia di Sao Paulo dove aveva scelto di vivere”.

Monsignor Mosciatti ha detto che “pur essendo a Imola da soli due mesi, sono contentissimo di conoscere questo progetto, da subito Sao Bernardo mi è entrata nel cuore come parola di speranza. In prospettiva futura, bisogna trasmetterla alle nuove generazioni e nell’educazione è fondamentale il ruolo della Chiesa”.

Di alto profilo l’intervento dell’allora sindaco Grandi che diede avvio con l’allora vescovo Luigi Dardani al Comitato: “Durante la prima visita a Sao Bernardo, fui molto colpito da baracche fatiscenti con le persone che cercavano di raggranellare un poco di riso per sopravvivere ogni giorno. E’ un’esperienza che tutti dovrebbero vedere. Non basta la solidarietà astratta, teorica, indefinita io e tanti altri che ci hanno aiutato abbiamo raccolto nel tempo 3 milioni e 415mila euro per Sao Bernardo dove le cose sonomigliorate con una scuola che forma i ragazzi a conoscere mestieri che possono servire e non solo. Per non lasciarli soli in strada si impegnò e morì don Leo. Purtroppo nel mondo, da allora, c’è stato un aumento di persone che soffrono la fame, soprattutto bambini.Nel Nord del pianeta ci sono i 4/5 delle risorse, mentre nel Sud ne resta solo 1/5. Secondo l’Onu ciò è dovuto a tanti conflitti e cambiamenti climatici, questo è un dramma che chiama in causa la politica. Nel mondo globalizzato, bisogna avere responsabilità reciproca e un governo degli uomini che abbiano come orizzonte la pace”. Sono seguiti almeno due minuti di applausi ininterrotti da una sala stracolma di pubblico”.

Pure la presidente attuale del Comitato Nadia Bassi che ha ringraziato “l’associazione San Cassiano e la Bottega del commercio equo e solidale per esserci stati sempre vicini. Abbiamo lo stesso entusiasmo e la medesima volontà di allora”. E giù altri applausi, anche per l’ex sindaco Massimo Marchignoli: “L’aattenzine alla solidarietà, all’uguaglianza e al lavoro sono le nostre radici, questa è Imola”. Alla fine degli interventi ufficiali, i gruppi consiliari hanno preferito non prendere la parola. Forse è stato meglio così. Tutti, a parte Fabrizio Castellari, non sarebbero stati al livello precedente.

(m.m.)