Imola. “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. Conclude così, citando il grande Antonio Gramsci, il suo intervento Micaela Fratangelo su un piccolo palco in piazza Matteotti venerdì 27 settembre davanti a circa 800 studenti in gran parte delle scuole medie e superiori, ma pure delle elementari con la presenza di un asilo, tutti accorsi allo sciopero per salvare il clima insieme con alcuni docenti, rappresentati della Tea-Pak, di Legambiente e della Cgil con la segretaria Mirella Collina in maglia colorata e la scritta “Salviamo il nostro pianeta”.

Gli universitari sono andati a Bologna, quindi in totale fra Imola e circondario, si possono considerare almeno un migliaio, tanti. Corteo colorato con fischietti, slogan e cartelli fatti a mano su un tema, il clima che dovrebbe interessare a tutti. Eccole le scritte che hanno maggiormente attirato la nostra attenzione: “Non abbiamo un pianeta B”, “Il nostro futuro è più immaginario del nostro ragazzo”, “Alla fine rimarranno solo i Beatles”, “Un rifiuto al giorno leva il mondo di torno”, “Se alla vita tieni, basta fumi e veleni”, “The world is in our hands”.

Tanti giovani hanno preso la parola al microfono e questo è un buon segno. Per prima la Fratangelo: “Dal 20 agosto in Amazzonia si sono susseguiti oltre 74mila incendi e  il presidente Bolsonaro ha affermato che la foresta è di proprietà esclusiva del Brasile. Inoltre, altri paesi stanno letteralmente andando a fuoco, la Groenlandia,le Canarie, la Siberia per citarne una parte. A proposito, il mese di luglio quest’anno è stato il mese più caldo registrato negli ultimi 140 anni. E arriviamo a noi. Da una settimana milioni di persone, fra studenti e lavoratori, stanno scioperando protestando. Non siamo membri dell’Onu, nemmeno leader mondiali. Siamo umani, abitanti di questo unico pianeta, siamo determinati a salvaguardarlo per noi, per chi verrà dopo di noi, per le altre specie che lo abitano. Per questo stiamo protestando, per il diritto di vivere”. Applausi convinti

Poi i ragazzi, sul palco soprattutto quelli delle medie Andrea Costa. Una di queste chiede “al governo, agli Stati, a tutto il mondo più incentivi e aiuti per opzioni ecosostenibili che ci sono già. Non abbiamo bisogno di tutte le cose che la pubblicità ci propone”. Nicole tuona: “Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, è tutto nelle nostre mani, abbiamo la bellezza sotto i piedi e possiamo ancora salvarla”. E ancora altre, in prevalenza giovani studentesse: “Le scelte ecologiche ci faranno risparmiare, siamo noi a scegliere chi arricchire, non le multinazionali che comandano il mondo”. Qualche adulto ammette: “Siamo noi a dovere fare di più”.

Interviene anche un ragazzo-lavoratore, Padovani “ognuno deve prendere in esame la propria azienda e smetterla di avere la tentazione di prendere in esame solamente il profitto, spesso le scelte meno ecologiche sono quelle che fanno più male all’ambiente. Servono incontri per adottare strategie che abbiano un impatto non penalizzante per l’ambiente”.

In piazza Matteotti arriva pure la sindaca Manuela Sangiorgi in fascia tricolore: “Sono felice di vedervi in tanti, uniti si può fare molto, divisi non si arriva da nessuna parte. In Portogallo la tassa sui rifiuti si paga basandosi sul consumo di acqua, da noi bisogna leggere dodici fitte pagine di regole e norme diversi. Tenetevi sempre informati su chi governa i cittadini, dal livello locale a quello nazionale e transnazionale”.

Poi, solamente un’avanguardia di un’ottantina vanno da Renzo a pulire il parco adiacente. Ma per il momento bastano e avanzano, la consapevolezza aumenterà probabilmente il altri venerdì (Fridays).

(Massimo Mongardi)