Imola. Continua strenuamente la lotta all’interno del Movimento 5 stelle fra gli otto lealisti e i sei ribelli che hanno attaccato la sindaca Manuela Sangiorgi e la sua giunta e che perseverano finora nel loro intento di lasciare tutti gli incarichi nelle commissioni consiliari e nelle deleghe rimanendo però in consiglio comunale. O la sindaca farà qualcosa di importante per tentare di ricomporre la spaccatura, oppure è probabile che prima o poi si arrivi a una crisi capace di portare tutti dritti alle elezioni anticipate con tanto di commissariamento del Comune che sarebbe meglio, se possibile, evitare.

Intanto, il segretario della Lega Marco Casalini sottolinea: “La Lega, in opposizione da sempre a questa Amministrazione comunale, ha lavorato per il bene della città. Per questo ha sempre cercato di contrapporsi a questa amministrazione in maniera costruttiva senza però, nel trascorrere del tempo, vedere nessun risultato positivo e senza ricevere mai nessuna richiesta di aiuto. Riteniamo che ad oggi una richiesta di aiuto possa finalmente giungere dai sei consiglieri grillini che si pongono in una posizione differente all’interno della maggioranza che è rappresentata da una giunta e da una sindaca lontani anni luce dalla visione reale del nostro Comune. Non accetteremo, oggi, nessun tipo di documento di sfiducia da parte delle altre opposizioni perché se è vero, perché è dimostrato, che il problema nasce all’interno della maggioranza è anche vero che dovrà essere quella stessa maggioranza a proporci un documento di sfiducia che saremo felici di far nostro per riportare, quanto prima possibile, gli imolesi al voto. Che sia oggi, domani o a dicembre chiediamo solo che si facciano meno danni possibili. Imola merita altro”.

Il segretario del Pd Marco Panieri ricorda che “noi da tempo diciamo che in città esiste un conflitto talmente alto e sentito da rendere impossibile un lavoro proficuo, citiamo il Con.Ami e l’Accademia pianistica solo per fare due esempi, ma pure l’addio di cinque assessori e alcuni dirigenti. Di conseguenza, continuiamo la nostra opposizione, combattiamo nelle istituzioni e fuori tenendoci pronti a tutto. O la sindaca si rende conto di essere inadeguata (sarà difficile, ndr), oppure vedremo se i sei consiglieri coraggiosi decideranno di presentare prima o poi una mozione di sfiducia alla sindaca. In tal caso, penso che la voteremo”.

“Prendo atto che i partiti all’opposizione non vogliono sfiduciare la sindaca Manuela Sangiorgi – afferma Giuseppe Palazzolo di Patto per Imola -. Allora la prima cittadina vada avanti e cerchi una mediazione politica, un dialogo con i sei ribelli per il bene della città”. Ovvero, potrebbe offrire loro almeno un assessorato e una presidenza di commissione, poi si vedrà se i 6 si accontenteranno o continueranno la loro dura battaglia fino al bilancio, probabilmente provvisorio, quando se non ci sarà la maggioranza dell’intero Consiglio a votarlo, saranno pressoché automatiche le dimissioni.

Infine Carmela Cappello di Imola guarda avanti è la più dura: “Credo sia ora di portare avanti in consiglio comunale una discussione sull’operato della sindaca e della giunta. Gli errori, la presunzione, le contraddizioni, la superficialità con le quali affrontano i problemi della comunità devono essere oggetto di una presa di posizione netta e chiara, lo dobbiamo ai cittadini. Su questa iniziativa però finora ho registrato una certa timidezza dai partiti di opposizione. A me non interessano le rivendicazioni interne e i tatticismi. Per il futuro di Imola sono pronta a dare battaglia su ogni fronte”.

(m.m.)