Imola 28 settembre 2019. Il Vescovo Giovanni Mosciatti inaugura il “Centro aiuto alla vita” di Imola. Sede in via 9 Febbraio, di fronte al duomo di San Cassiano. Sagrato sul quale, prima e dopo la conferenza stampa che ha preceduto l’inaugurazione, si è svolta una protesta multicolore pacifica di alcune decine di persone. Cartelli del tenore di “libera di scegliere” o “obiezione respinta”.

Il vescovo di Imola Giovanni Mosciatti

L’incontro è stato introdotto e moderato dall’avvocato Filippo Martini, impegnato nelle fila dei Giuristi per la vita. Sono intervenuti Matteo Venturi (Presidente dell’Associazione Valori e Vita), Angela Fabbri (fondatrice del Centro di Aiuto alla Vita di Forlì e della Casa di Accoglienza la Tenda) e Emanuela Patuelli (Presidente del CAV di Imola). Il centro sarà aperto il sabato mattina dalle ore 10 alle ore 12. Saranno presenti due donne. Inoltre durante la settimana sarà a disposizione un numero di telefono.

Prima di tutto l’avvocato Martini sgombra il campo dalle polemiche sulla scelta della data dell’inaugurazione (oggi è la giornata internazionale dell’aborto sicuro, ndr). “Non è stata una scelta mirata. E’ stata casuale. Il Vescovo era libero e la sede pure. Da qui la scelta. L’associazione comunque è aperta al dialogo con tutti, anzi questa è una nostra esigenza”.

A Matteo Venturi, di professione ingegnere, il primo intervento. “C’è la mano di Dio che guida la vita. Un anno fa abbiamo sentito l’esigenza di riunirci in associazione per attività a favore della vita. Fu lo stesso vescovo Tommaso Ghirelli (dal maggio scorso vescovo emerito di Imola, ndr) che ci chiese di metterci in gioco aprendo un centro per la vita. In poco tempo decidemmo che valeva la pena tentare e ci appoggiamo al centro di Castel Bolognese. Poi una “costola” si è staccata. L’associazione Valori e vita aiuta le mamme a vivere la gravidanza con serenità. Non si tratta certamente di fare il lavaggio del cervello”.

Alcuni contestatori sul sagrato di San Cassiano

Angela Fabbri, con più di trenta anni di volontariato, racconta la sua esperienza nel centro di Forlì. “Io sono nata, guardate un po’, nello stesso paese dove è nato il vescovo emerito Ghirelli. L’associazione aiuto alla vita è laica, la diocesi ci ha comunque aiutato. Pensate che all’inizio la sede era a casa mia, con tutte le difficoltà che potete ben comprendere. Le prime ragazze aiutate venivano da fuori città perché non potevano più rientrare a casa. Mai è successo che una mamma alla quale abbiamo dato un aiuto per tenere i figli ci abbia in qualche maniera “rimproverato”, anzi. Mi ricordo di una coppia che venne da noi per richiedere l’aborto. La mamma era incinta di due gemelli. Il marito non ne voleva sapere perché era senza lavoro e la famiglia di lei non era d’accordo sulla gravidanza. Gli abbiamo offerto aiuti concreti e hanno portato a termine la gravidanza. Sono nate due gemelle femmine. Va detto che non si va mai contro il volere della mamma, della coppia. Forniamo aiuti concreti e un percorso di accompagnamento nel tempo. Forse quest’ultimo è la cosa più importante”.

Il momento del taglio del nastro della sede

Tocca poi alla presidente della neo sede di Imola, Emanuela Patuelli chiudere l’incontro prima dell’inaugurazione della sede. “Sono insegnate di religione e ho due figli. Sono una donna di pace ma nello stesso tempo non bisogna stare al balcone. Sono cattolica praticante. Un anno fa un accadimento mi ha fatto capire che dovevo mettermi in gioco, attivamente. Nel centro le mamme verranno accolte e – lo preciso con forza – non ci sarà nessun giudizio sulla loro scelta. Il movimento per la vita di Imola aderisce alla federazione nazionale. Non diamo soldi, lo preciso fin d’ora, ma aiuti concreti (latte in polvere, pappe, ecc.) Siamo tutti volontari senza stipendio. Chi volesse donare può farlo liberamente. in ultimo ringrazio la banca BCC che ci ha permesso di aprire il conto corrente a condizioni di favore.”

(Verner Moreno)