Imola. Carlo Cottarelli sarà a Imola mercoledì 2 ottobre, dalle ore 18.30, a Palazzo Sersanti (piazza Matteotti 8, a Imola) per parlare del suo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana” (ingresso libero fino ad esaurimento posti). L’importante economista italiano affronterà certamente i temi contenuti nel volume, interfacciandoli con le ultime vicende della politica italiana.

Carlo Cottarelli

L’iniziativa è organizzata dal Centro Studi ‘Luigi Einaudi’. “Questo evento, come altre iniziative che proponiamo da anni, ha l’obiettivo di proporre temi legati all’economia, alle imprese e alla società con uno spirito di approfondimento culturale che rispetti il pensiero liberale, da cui ci ispiriamo – afferma Pierangelo Raffini, coordinatore Centro Studi -. Per il 2019 abbiamo scelto di invitare Carlo Cottarelli, un economista stimato e serio che ha ricoperto incarichi di rilievo, anche internazionali, e che negli ultimi tempi ha riscosso una grande notorietà essendo stato protagonista nei Governi Letta, Renzi e, per qualche settimana, anche come possibile presidente del Consiglio nel governo M5S-Lega”.

L’incontro è organizzato in collaborazione con: l’Associazione liberi professionisti e lavoratori autonomi “Giovanni Codronchi Argeli”, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e con la partecipazione dell’Associazione Impresa & Professioni, del Centro Studi A. De Gasperi e di Università Aperta.

La scheda del libro
“L’economia italiana è cresciuta poco negli ultimi vent’anni. Ha accelerato un po’ nel 2017, ma hanno accelerato anche tutti gli altri paesi. Se fosse una corsa ciclistica, sarebbe come rallegrarsi di andare più veloci senza accorgersi di avere iniziato un tratto in discesa. In realtà, anche in discesa il distacco dal gruppo sta aumentando”. Perché l’economia italiana non riesce a recuperare? Secondo Carlo Cottarelli esistono alcuni ostacoli molto ingombranti. Sono i sette peccati capitali che bloccano il nostro paese: l’evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l’euro.
Quali sono le cause di questi peccati? Davvero commettiamo più errori degli altri paesi? Ma, soprattutto, ci sono segnali di miglioramento e speranza per il futuro? Dopo un’esperienza decennale da dirigente del Fondo monetario internazionale, Cottarelli torna in Italia e risponde a queste domande con un linguaggio semplice ma rigoroso. Dimostra che se i segnali positivi sono ancora parziali e moltissimo resta da fare, la precarietà che impedisce la nostra ripresa non è legata a un destino che siamo costretti a subire”.