Imola. Anche a seguito ad una forte sollecitazione della Cia di Imola (tramite una lettera a tutti i sindaci e assessori competenti in materia) si è riunito il Tavolo Verde del Circondario imolese per affrontare le gravi questioni del settore agricolo, dalla flagello della cimice asiatica, ai mutamenti climatici, ai prezzi alla produzione. Per la Cia era presente Andrea Arcangeli e gli abbiamo chiesto una valutazione sui risultati dell’incontro.

“Prima di tutto mi preme ricordare che il Tavolo Verde, in passato, non è stato molto attivo, ora speriamo che dopo questo primo incontro la situazione cambi. Abbiamo parlato dei prezzi alla produzione (che oggi nemmeno coprono i costi) e della cimice asiatica, ma nel caso dell’insetto siamo in presenza di un problema recente, nel caso dei prezzi invece ci trasciniamo da 15 anni senza trovare soluzioni soddisfacenti. Al confronto, purtroppo era presente solo un primo cittadino, quello di Castel Guelfo, (Ricordo che la sindaca di Imola è venuta, si è scusata per non poter seguire l’incontro e ha garantito la presenza imolese con l’assessore Cavina) ed è venuto anche l’assessore di Casalfiumanese. Tengo a precisare che il sindaco di Castel Guelfo, Franceschi, è il delegato per l’agricoltura del Circondario Imolese ma, per un problema così importante una presenza più numerosa era almeno doverosa; in quell’occasione abbiamo cercato di capire cosa poteva fare il Circondario per venire incontro alle nostre richieste e in premessa abbiamo sottolineato, come Cia (ed un’altra associazione) della scarsa considerazione in cui è tenuta l’agricoltura del territorio”.

Dal sindaco di Castel Guelfo è arrivata l’assicurazione “che si cercheranno fondi da mettere a disposizione di Agrifidi, ma abbiamo detto che in questo modo si spinge l’agricoltore a fare nuovi debiti, mente noi vogliamo segnali robusti anche sul tema della ricerca e della sperimentazione scientifica. Abbiamo poi detto che va ripreso un serio discorso sulla chimica perché si tratta di un argomento delicato e gli agricoltori sono un po’ stanchi di essere visti come ‘avvelenatori’. I nostri concorrenti agricoli, in altre nazioni, si stanno già muovendo , e noi, invece siamo bloccati. Il punto per partire, insomma, è essere in condizione di poterci difendere anche dagli insetti nocivi.”

Tutti d’accordo sullo stile di lavoro, un settore compatto?
“Non proprio, perché un’associazione, che per intenderci promuove il cibo a Km 0, ha detto che protestare e far conoscere i nostri problemi può solo danneggiare il nostro mondo. Bisogna solo dire ai consumatori che i nostri prodotti sono belli e sani.”

Ma gli agricoltori che messaggio mandano alle associazioni?
“Che ci vuole un fronte comune e che battaglie separate finiscono per indebolire tutti e per far perdere tutti gli agricoltori che le associazioni dovrebbero rappresentare.”

(m.z.)