Il 23 settembre è morto Edoardo Salzano, all’età di 89 anni, urbanista di fama internazionale. In questi giorni tutti i quotidiani nazionali hanno parlato di lui e della sua grandezza. Laureato in ingegneria nel 1957, è stato docente in urbanistica presso l’Università di Architettura a Venezia, divenendo Preside della Facoltà di Pianificazione del territorio nel 2000. Presidente dell’Istituto nazionale di Urbanistica (Inu) dal 1983 al 1991, fondò la rivista Urbanistica Informazioni, dirigendola dal 1972 al 1992.

Edoardo Salzano

Ma per lui fu molto importante anche l’impegno politico, poiché riteneva che il governo del territorio dovesse giovarsi di politici capaci di compiere scelte coraggiose. Consigliere comunale a Roma e poi a Venezia, divenne assessore all’Urbanistica di Venezia dal 1975 al 1985, periodo in cui fu approvato un famoso Piano di tutela del centro storico di Venezia, che fece scuola in ambito nazionale. Fu poi carica di consigliere regionale del Veneto.

Descrivere quello che Salzano ha “prodotto”, ed è stato, ci porterebbe a riempire decine di pagine. Del resto lui stesso è stato autore, o curatore, di numerosi libri e pubblicazioni. I suoi scritti di urbanistica, primo fra tutti “Fondamenti di urbanistica”, hanno ispirato generazioni di allievi. Il suo sito “eddyburg” è oggi una delle piattaforme online dedicate all’ambiente, alla città e all’urbanistica più apprezzati in Italia.

Figura vivissima dell’urbanistica attraversa l’Italia in lungo e in largo. Lavora a Piani di prima e seconda generazione fino a fornire spunti per leggi nazionali e regionali. Pensa a un’urbanistica democratica, nel senso che pone al centro della disciplina il diritto degli abitanti (di tutti i residenti, presenti e futuri) a vivere in città salubri, ordinate, di qualità. Ambiva a ridisegnare urbanistica e vita della città in un’armonia quasi “filosofica” contro la cementificazione.

Affermava che “Con l’urbanistica non si fanno le rivoluzioni, ma diverse cose possono cambiare” nella qualità della città pubblica. La città è pubblica quando chi governa lo fa nell’interesse generale ispirandosi a principi di equità, solidarietà, accoglienza. Quando coniuga le esigenze attuali disegnando il futuro. Quando individua le cause dei disagi e combatte i problemi (il problema è la povertà, non i poveri; la clandestinità, non i clandestini; il disagio giovanile, non i giovani)”.

Per chi lo ha conosciuto personalmente, Eddy era figura modesta e semplice, ma di cultura e livello elevati, senza tralasciare l’indiscussa umanità. Noi vogliamo ricordarlo, con stima e riconoscenza, per l’esperienza che abbiamo condiviso ad Imola, poiché Salzano è stato consulente per la redazione di numerose varianti urbanistiche del 1994 al 2000, e del Piano regolatore generale adottato nell’aprile del 1999 ad Imola.

Amava dire che la città, geniale costruzione della civiltà, “non è un insieme di case. La città è la casa di una società, di una comunità, è il luogo che gli uomini hanno creato quando hanno dovuto vivere insieme per svolgere una serie di funzioni che non potevano svolgere da soli: custodire e difendere i frutti del proprio lavoro, il sovrappiù della loro produzione per scambiarlo anche con abitanti di altri luoghi”.

Sua l’impostazione urbanistica data a una vasta area del quartiere Pedagna, nel 1994, con il Piano Particolareggiato denominato “Nuova Giuliana”, che aveva la funzione di riconnettere la Pedagna alla città storica, la cui qualità urbanistica ed edilizia è davanti ali occhi di tutti.

Sua l’impronta della Variante Generale al Piano Regolatore del Comune di Imola, adottato nell’aprile del 1999 e della precedente variante di tutele del centro storico di Imola. Egli riteneva indispensabile che le scelte urbanistiche fossero figlie di un’amministrazione esperta, e per questo insistette per la costruzione di un Ufficio di Piano permanente, che poi fu spostato presso il Circondario.

Il PRG del 1999 nacque nella stagione della pianificazione aperta, anticipatrice della Legge Regionale n. 20 del marzo 2000, ed era articolato tra la componente strutturale, contenente le scelte riguardanti la tutela dell’integrità e dell’identità culturale del territorio e le opere di carattere strategico, e componente programmatica, cioè gli investimenti pubblici e privati realisticamente attivabili nel breve periodo.

Quel piano scelse la tutela e riqualificazione dell’Osservanza (su cui prima si prevedeva una moderna lottizzazione), gli interventi di ristrutturazione della fascia ferroviaria, compreso l’attuale sottopasso della Stazione e fissò la Carta del sistema delle Qualità ambientali e sociali (parchi, tutela delle risorse idriche, spazi ed edifici pubblici).

L’ultimo incontro pubblico imolese di Edoardo Salzano, il 16 marzo 2011, è all’osteria del Vicolo Nuovo per la presentazione del suo libro “Memorie di un urbanista – L’Italia che ho vissuto” in cui racconta lo sviluppo del pensiero e della pratica urbanistica in Italia e in città dal secondo dopoguerra a oggi.
A discutere con lui di urbanistica e politica quella sera era Riccardo Paoletti, l’amministratore che lo portò ad Imola per la prima volta.

Ci piace pensare che ora possano, insieme, continuare questo dialogo.

(Stefano Bazzocchi, Pierpaolo Cavalcoli, Moreno Daini, Raffaello De Brasi, Alessandro Delpiano, Giancarlo Sgubbi, Marco Manaresi, Piergiorgio Mongioj, Saverio Orselli, Anna Pariani, Valeria Tarroni)