Il dirigente del commissariato di via Mazzini Michele Pascarella

Imola. Un altro, ennesimo uomo che non accetta la fine della convivenza con l’ex compagna, comincia a ubriacarsi, perde il lavoro e diventa violento. Un giovane di origini rumene di 23 anni, da circa cinque mesi, minacciava in modo grave la donna, 34enne anch’essa rumena, e si avvicinava pericolosamente alla casa di lei, che ha due figli da una precedente relazione.

La 34enne aveva denunciato ai carabinieri l’incresciosa situazione e quindi l’autorità giudiziaria aveva disposto il divieto di avvicinamento alla casa della donna a all’uomo già nella scorsa tarda primavera. Ma tutto ciò non è bastato a frenare la sua furia. Dopo aver chiesto all’ex fidanzata per due volte di farlo entrare nel pomeriggio del 2 ottobre ottenendo sempre una risposta fermamente negativa, verso l’una  del 3 ottobre è saltato nel balcone della casa e ha forzato la porta-finestra. La donna, che ormai stava in guardia, lo ha visto mentre armeggiava, così si è chiusa in cucina, ha chiamato il 113 e subito una volante della polizia è corsa sul posto, in centro storico. Mentre gli agenti stavano salendo le scale, la donna li ha sentiti e ha aperto la porta della cucina all’ex convivente. I due uomini della polizia hanno potuto così cogliere sul fatto, in flagranza di reato il 23enne. Di conseguenza, è stato arrestato per atti persecutori (stalking) e per aver eluso il provvedimento di avvicinamento alla dimora già disposto dall’autorità giudiziaria.

Nella cucina sono stati trovati pure alcuni coltelli che sono tutt’ora sottoposti alle indagini sulle reali intenzioni del 23enne.

In chiusura il dirigente del commissariato Michele Pascarella ha invitato “tutte le donne a denunciare chi le minaccia perché in tal caso è più facile, se alcuni uomini contravvengono al divieto di avvicinamento, arrivare all’arresto e a prendere provvedimenti decisi nei confronti di chi si rende responsabile di stalking”.

(m.m.)