Carlo Cottarelli nel suo intervento al Sersanti di Imola

Imola. Non è bastato il salone principale di Palazzo Sersanti ad ospitare gli oltre 300 partecipanti alla serata con Carlo Cottarelli, invitato a Imola dal Centro studi “Luigi Einaudi”. Tanto che si sono predisposte altre due sale con un collegamento audio e video.

Al centro dell’intervento del noto economista, attualmente direttore dell’Osservatorio CPI a Milano, sono stati i “Sette peccati capitali dell’economia italiana” da lui analizzati nel libro omonimo uscito ad aprile 2019. Evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario nello sviluppo tra nord e sud del Paese, difficoltà di convivenza con l’euro: questi i mali che, secondo Cottarelli, affliggono l’Italia. Ognuno di questi è stato affrontato nel corso della serata, illustrandone le caratteristiche, le evoluzioni nel tempo e la sua incidenza sull’economia italiana.

Carlo Cottarelli in visita alla Fondazione Crimola

Ogni “peccato” ha, o meglio avrebbe, una soluzione che però “si scontra con la paura della politica di essere impopolare e, quindi, di perdere voti”, ha sottolineato Carlo Cottarelli durante il suo intervento. Ma i problemi sono da affrontare perché “se non si inizia ad invertire la rotta la situazione peggiorerà ulteriormente”. Due, quindi, le strade. La prima, quella che voleva inseguire Salvini, “fortunatamente evitata, almeno per il momento, di operare contro i vincoli europei, andando ad uno scontro con l’Europa, mettendo in discussione l’appartenenza all’euro”. La seconda, ha concluso Cottarelli, quella di “un percorso di riforme trasversali sui sette settori e al tempo stesso recuperare quei valori che fondano il capitale sociale del Paese”.