Gentile redazione,
prendendo spunto da alcuni interventi apparsi sulla stampa nei giorni scorsi relativi alle criticità della sanità imolese, riteniamo di poter dare un contributo alla discussione o quanto meno il nostro punto di vista. Il Comitato Sanità Pubblica, costituitosi a luglio ad opera di operatori sanitari locali, è infatti convinto che una volta focalizzati i principali problemi da risolvere grazie al contributo di tutti, si debba spostare la discussione sul tavolo metropolitano, essendo quello il luogo unico della contrattazione programmatica. Gli attori delegati istituzionalmente ad sostenere questo confronto, appaiono ai nostri occhi ad oggi confusi e poco determinati anche in relazione al clima politico generale ed al periodo preelettorale.

Però i problemi quotidiani anche seri, ci sono e chiedono una pronta risposta che non può tenere conto di seppur giustificati motivi. Il nostro è un ospedale di tipo A, terzo dell area metropolitana e come tale deve, tra le altre unita operative, poter contare ad esempio su una unità complessa di Chirurgia guidata quotidianamente da un direttore presente, in grado di gestire oltre che i casi clinici complessi, anche il necessario sforzo organizzativo da affrontare tutti i giorni nell’interesse finale dell’utente. Aver delegato per la seconda volta la direzione della nostra chirurgia ad un seppur bravo direttore, in mille altre faccende affacendato ed allocato a Bologna (viene mediamente ogni 15/20 gg ad Imola), non risponde a questo obiettivo ed anzi aumenta l’incidenza di “complicanze” come i numeri ci dicono. Peraltro il concetto di interaziendalità per quanto riguarda le unita operative, è già stato dichiarato non efficace dal CTSSM con il fallimento dell’ esperienza della Urologia ed il rientro ad Imola del dott. Emili. Non è quindi sufficiente auspicare per questa ed altre unita l’avvio della procedure di bando, ma bisogna farle.

In una realtà che vede aumentare la vita media a fronte di un tasso di natalità in crollo, assistiamo in controtendenza ad Imola un progressivo depotenziamento del reparto di Geriatria ora trasformato da unita complessa ad unita semplice, il che comporta sottrazione allo stesso di risorse e medici.

Allo stesso indebolimento inoltre, non corrisponde un potenziamento dell’asse ospedale-territorio che potrebbe sopperire almeno in parte a quanto sopra. Registriamo inoltre da tempo in assenza di provvedimenti, ad una importante mobilità passiva per alcune discipline specialistiche e ad un mantenimento della sala operatoria presso la casa della salute di Castel San Pietro, anacronistica e a nostro giudizio ad elevato rischio (non dispone di area critica), facilmente risolvibile con la centralizzazione presso l’ospedale di Imola delle attività chirurgiche stesse.

Abbiamo già direttamente elencato queste come altre criticità oggetto di tavoli di lavoro (ospedale e territorio) che il CSP sta portando avanti, ai citati interlocutori preposti, senza ottenere ad oggi o ascolto o fatti concreti.

Il Comitato Sanità Pubblica ha programmato un incontro con Fausto Tinti, delegato alla sanità del Circondario Imolese nonchè sindaco di Castel San Pietro Terme e vicesindaco metropolitano, fiduciosi di poter ottenere attenzione e speriamo supporto, da Città Metropolitana e Regione Emilia Romagna, auspicando inoltre di poterlo fare unendo le forze con le istituzioni locali preposte e le altre associazioni cittadine interessate al tema.

(Comitato Sanità Pubblica)